5 No da dire al gelato farlocco

Quando ero bambina il gelato si consumava rigorosamente in estate, nemmeno in Primavera -ti avrebbero considerato pazzo se avessi chiesto un cono o una coppetta nel mese di marzo- ma proprio in estate, quando il caldo afoso era l’unica giustificazione per consumare questo “dolce’ le cui origini si perdono nel tempo della storia umana. 

Qualcuno colloca storicamente la sua comparsa all’epoca degli antichi Romani. “Nivatae potiones” questo era il nome latino di ció che oggi comunemente chiamiamo gelato.

Ma c’é chi fa risalire le sue vere origini a molto prima, cioé ai tempi della donna e dell’uomo di Neanderthal. Immagino la prima volta che qualcuno provó a ghiacciare pezzi di cibo nella neve per conservarli o per gustarli in modo diverso. I primi sorbetti o ghiaccioli forse saranno nati così, come risposta al capriccio di un bambino Neanderthaliano in preda al pianto e dalla fantasia estemporanea di un genitore che pur di accontentarlo e trovare la pace escogitó un sistema per creare qualcosa di diverso da mangiare. Certe cose non cambiano mai.

Oggi il gelato lo mangiamo praticamente 365 giorni all’anno e le gelaterie sono più numerose dei compro oro. I gelatieri poi (e non ho detto gelatai…attenzione, perché il primo é la mente che lo crea, mentre il secondo è quello operativo, cioè lo vende soltanto) i gelatieri dicevo, oggi sono quasi delle star che impersonano un brand e il loro prodotto si è trasformato da sfizio stagionale ad alimento completo e firmato reperibile quasi tutto l’anno, con una qualitá e un livello di presentazione (per i piccoli cake monoporzione o le torte) degno di una creazione da ristorante stellato. Quello buono però, quello vero. 

Negli anni ’80 avevano lanciato il gusto puffo, ve lo ricordate? Un colore azzurro elettrico talmente acceso che da sciolto potevi usarlo per ritinteggiare casa. Mangiare un gelato era un’esperienza molto ‘diversa’ da quella odierna e non si prestava particolare attenzione alla sua scelta. 

Quali sono i NO categorici che dobbiamo dire invece oggi di fronte a un gelato prima di comprarlo per non inciampare in quello farlocco per il gusto e per la salute

Se apprezzate il VERO gelato, e sottolineo VERO, proseguite nella lettura, altrimenti desistete e andate pure a cercare quello blu al gusto puffo, io vi riconosceró per strada intravedendo l’alone azzurrino sulla vostra lingua ma, giuro, farò finta di niente.

1. NO AI COLORI SGARGIANTI

Prima di ogni cosa, il colore vi guiderà nella scelta del gelato vero e di qualità. Dite NO ai colori sgargianti e dalle sfumature che sarebbero improbabili in natura. Il colore sintetico è sinonimo di farlocco!! L’esame del primo sguardo rivelerà quindi se il gelato è naturale oppure no. Il pistacchio verde acceso lasciatelo a loro e preferite invece quello marroncino o beige, forse meno attraente visivamente, ma di certo più sicuro per le nostre cellule. Non si è mai visto un pistacchio fluo in natura. 

Il vero gelato ha sempre un colore pastello tenue o anche intenso per certi gusti frutta, ma sempre credibile se confrontato con le materie prime. Non sbagliate ed eviterete l’assunzione di inutili infiammanti.

2.  NO A UNA LUNGA LISTA DI INGREDIENTI


Il gelato che può essere paragonato a un vero alimento deve essere creato a partire da POCHE materie prime di altissima qualità. Se vedete un elenco infinito di elementi dalla terminologia strana e poco comprensibile, capeggiato da zuccheri, grassi strani o cose astruse, dite NO! 

Nel gelato vero gli ingredienti si contano sulle dita di una mano. Se sono creme troverete latte, uova, burro, zucchero di canna integrale, la materia prima del gusto in questione e STOP.

(Se il gelato fosse vegano: latte vegetale, burro di cocco o mandorle e materia prima di riferimento)

Nel caso dei gusti frutta SOLO acqua, frutta e succo di limone. STOP.

3. NO ALL’ABUSO DI ADDENSANTI ED EMULSIONANTI

Gli addensanti sono idrocolloidi. Giá il nome è tutto un programma. Servono per migliorare l’aspetto estetico e la sensazione in bocca del gelato. Ma più vengono usati e più diminuisce la qualità generale del prodotto finale. Se leggete alginato di sodio e soprattutto carragenina, scappate!! Sono i peggiori perché responsabili di infiammazioni croniche dell’intestino.

4. É LUCIDO E STA SU DA SOLO NELLA VASCHETTA A VISTA 

Una delle cose che mi fanno letteralmente fuggire davanti a una gelateria è il fatto di vedere montagne di gelato molto lucido (quindi addizionato da grassi estranei dannosi) ed esposto alla vista proprio per attrarre l’attenzione del passante poco attento e informato.

Le gelaterie di qualità optano sempre per il classico bancone con cilindri estraibili in metallo non a vista. Questo indica che il gelato è preparato in giornata e non trasportato dall’esterno o stanziale chissà da quanto tempo.

5. I TROPPI GUSTI IN ESPOSIZIONE E TROPPE SALSINE O DECORAZIONI 

Quando vedete troppo colore o troppe decorazioni aggiuntive come sciroppi, caramelline, codette o zuccherini significa che vogliono puntare dritti all’effetto acquisto impulsivo piuttosto che sulla qualità (vogliono attrarre specialmente i bambini) Dite NO a tutto questo perché può nascondere poca qualità del gelato sottostante. I veri gelatieri non aggiungono nulla alla loro opera, se non frutta fresca o vero cioccolato.

Bibliografia: 

http://www.ilgelatoartigianale.info/Sei_un_gelatiere/Semilavorati_Per_Gelato_Artigianale/Guida_Agli_Ingredienti_Composti_Cosa_Sono_A_Cosa_Servono_Come_Usarli.kl

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4 Replies to “5 No da dire al gelato farlocco”

  1. È vero. Quando il caldo ci rende disperati con una gran voglia di rinfrescare il palato, non ci soffermiamo molto sulla natura vera dei gelati! Queste informazioni che leggiamo, molto utili e benefiche, le trovo preziose a favore della nostra salute… facciamone tesoro! Grazie davvero! Buona estate!

    1. Grazie Dolce Iris, hai proprio centrato la questione. A volte si presta poca attenzione alle scelte alimentari e a rimetterci è il nostro benessere. Anche a te una buonissima estate, ricca di ottimi gelati veri e tanti bagni 🙂 a presto!

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