5 esempi concreti di sostenibilità che cambia e migliora il mondo

 

1. CO-HOUSING PER ANZIANI E GIOVANI

 

I primi, gli anziani, sono tristi perché spesso restano soli, ma hanno un reddito fisso e sicuro. I secondi, i giovani, sono pieni di idee e di energie, ma hanno il conto in banca di Paperino. Due fasce sociali in sofferenza.

Se 1+1 fa due, avevamo davanti ai nostri occhi una possibile via d’uscita e non la vedevamo! Perché non condividere abitazioni, vivere quotidiano ed esperienze, mettendo insieme generazioni diverse che possono trarre benefici reciproci? Due problemi sommati insieme, fanno una soluzione!
Da qualche tempo, proprio per rispondere alle esigenze di giovani e anziani, sono partiti alcuni progetti di co-housing intergenerazionale. Che parolona, vero?
In realtà è l’uovo di Colombo, che risolve e semplifica due problemi cruciali della nostra società. La solitudine e le esigenze quotidiane degli anziani soli e l’incapienza dei giovani eternamente a “progetto”, che spesso non si possono permettere una sistemazione indipendente.

A Trento e a Roma sono nati i primi due progetti che promettono di creare nuove radici per la crescita di una rivoluzione culturale verso stili di vita economicamente sostenibili.  

Casa alla vela, a Trento, prevede la co-abitazione di 5 anziane e 6 studenti universitari, per conciliare esigenze diverse, nel rispetto delle individualità, dividendo le spese e condividendo gli spazi di una grande abitazione. I benefici sono immediati per tutti: gli anziani si sentono motivati e si rimettono in gioco -guadagnandoci anche in salute e in benessere psicologico- i giovani trovano la possibilità di essere indipendenti, oltre che utili, in un contesto residenziale di responsabilità e crescita umana personale.

Homefull di Roma, nasce invece per riempire le case troppo spesso sottoutilizzate degli anziani, dando la possibilità a giovani migranti di essere ospitati in un contesto familiare, offrendo in cambio partecipazione attiva alla vita sociale e alle problematiche quotidiane di chi li ospita.

Una nuova visione del modo di vivere futuro per risolvere problemi di emergenza sociale, unendo le forze già disponibili e creando nuovi valori.

(http://www.cooperativasad.it/casa-alla-vela

http://www.programmaintegra.it/wp/2015/01/homefull-al-via-il-progetto-di-co-housing-tra-giovani-migranti-ed-anziani/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/18/cohousing-condivisione-intergenerazionale-giovani-anziani-insieme/1585693/

 

2. UNA POSTAZIONE-BIKE NEI LUOGHI PUBBLICI PER RICARICARE GLI SMARTPHONES

we bike

Uno dei problemi ricorrenti di chi possiede lo smartphone è quello della tenuta della batteria e della ricerca di un posto dove effettuare una carica d’emergenza.
Schermi sempre più grandi e applicazioni fameliche sono una fonte di stress per chi sta molto tempo fuori casa e si ritrova almeno una volta al giorno con l’esigenza di ricaricare il telefono per non restare isolati dal (proprio) mondo.

WE BIKE è un’idea geniale che prende i classici due piccioni con una fava. Si tratta di una postazione fissa, dove pedalare per ricaricare la batteria del telefono, collocata laddove le persone si ritrovano ad aspettare per qualcosa, cioè in quegli ambienti dove in genere si resta a lungo senza fare nulla. L’aeroporto, per esempio, è una delle location perfette per utilizzare questa cyclette tecnologica che fa bruciare le calorie in eccesso e ci fa riappacificare con lo smartphone e le sue crescenti esigenze energetiche.

Voi la usereste?

http://ambientebio.it/we-bike-la-bici-che-permette-di-ricaricare-lo-smartphone-pedalando/

 

3. SUOLO PUBBLICO CHE ACCUMULA E RESTITUISCE ENERGIA PULITA PER LA CITTÁ

Magari potessimo raccogliere e riutilizzare l’energia che produciamo camminando…sai quanto risparmieremmo se ne potessimo imbrigliare anche solo una minima parte, per poi, magari, illuminare le città gratuitamente! Ma come, esiste già?!

Ebbene sì, il nome di questa idea diventata realtà è Pavegen e promette di fare quello che sembrava fino a poco tempo fa impossibile. Raccogliere l’energia cinetica, cioè del movimento, di tutte le persone che camminano per le strade, per trasformarla in energia elettrica disponibile e spendibile immediatamente.

YOU ARE THE POWER recita lo slogan di questa azienda innovativa. E le loro lastre a pavimento infatti, sono geniali! Utilizzate per la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012, si stanno diffondendo sempre più in tutto il mondo e assicurano un risparmio energetico consistente.

Dal sogno alla realtà!

http://www.rinnovabili.it/energia/efficienza-energetica/con-pavegen-produci-energia-con-un-passo381/

http://www.pavegen.com/home

 

4. NON TUTTI I FONT SONO UGUALI E SOPRATTUTTO, SOSTENIBILI

 

Quello che leggerete è davvero l’esempio pratico ed emblematico di cosa significhi per noi il concetto di vita sostenibile: piccoli cambiamenti intelligenti e consapevoli che, con un minimo sforzo, ci fanno risparmiare collettivamente grandi somme di denaro, riducendo l’impatto ambientale di alcune scelte quotidiane apparentemente insignificanti.

Se vi dicessi che la scelta oculata di un font piuttosto che un altro per stampare su carta, corrisponde a ottenere un risparmio tangibile, anziché uno spreco inutile?

Un ragazzo americano di 14 anni di origine indiana, Suvir, ha avuto il coraggio di dare al Presidente USA Obama, un semplice consiglio di “Economia”.
Ecco cosa dice il ragazzo: “Se i governi di Washington e degli stati federali stampassero tutti i documenti in «Garamond» al posto del carattere «Times New Roman», taglierebbero enormemente le spese per l’inchiostro. In soldoni: quasi 400 milioni di dollari, all’anno.”
Un consiglio semplice che noi accettiamo volentieri e che speriamo possa essere adottato da tutti, governi e cittadini, che si troveranno d’ora in poi a dover fare una stampa cartacea.

Il font Garamond, con i suoi tratti sottili, assicura infatti un risparmio consistente di inchiostro e quindi di denaro. Capito? Convertitevi anche voi al Garamond e riducete le spese per il costoso (e inquinante) inchiostro!

http://www.corriere.it/ambiente/14_marzo_30/consiglio-un-ragazzo-obama-cambiate-font-risparmiare-7dbd7b5e-b811-11e3-9fea-b6850cd5b15f.shtml

 

5. FREEMARKET, PUBBLICITÁ E CONDIVISIONE IN CAMBIO DI PRODOTTI GRATIS

 

Se non paghi nulla per un prodotto, il prodotto SEI TU. Ecco una delle regole del mercato 2.0, dove ciascuno di noi è posizionato e schedato senza nemmeno accorgersene.
Prendiamo Facebook, padre di tutti i social gratuiti, con il suo sviluppo e la successiva nascita di altri social network analoghi, ha rivoluzionato anche il mercato dei prodotti tradizionali, senza che neanche il consumatore se ne rendesse conto.

Se ne sono accorti invece in Danimarca. E, per cavalcare quest’onda, hanno creato un supermarket di prodotti gratuiti, FREEMARKET, dove i clienti, anzichè corrispondere i prezzo dei prodotti in banconote, pagheranno in modo diverso, cioè in pubblicità spontanea sui propri canali social. Perché i profili social di ciascuno di noi hanno un valore prezioso e un impatto economico quantificabile per tutte le Aziende.

Un’ottima occasione per noi di consumare senza scambio di denaro. Questi negozi infatti hanno abbandonato la moneta canonica, per gestire un’altra forma di pagamento:  la visibilità sui social per le aziende che mettono a disposizione dei clienti i propri prodotti e che in cambio chiedono pubblicità spontanea sulla Rete. Certo, sarebbe l’ideale se questi supermarket di nuova generazione diffondessero prodotti sani e magari locali.

Aspettiamo che questi nuovi market social nascano anche qui in Italia, sperando magari che siano finanziati e sostenuti da aziende che propongono prodotti green e sostenibili, cioè che si curano della nostra salute e di quella del Pianeta.

http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/03/foto/danimarca_il_supermercato_gratuito_pubblicit_sui_social_in_cambio_della_spesa-94861358/1/#1

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