Le nuove frontiere dell’automobile sostenibile: fai da te, acqua, aria, idrogeno….e poi?

 

 

Premetto che i Lego non mi piacciono un granché, anzi mi mettono ansia. Senza dubbio ne apprezzo il progetto educativo, perché stimola l’uso della fantasia e della tecnica, arrivo pure a comprendere che possano essere una fonte inesauribile di ispirazione, distrazione e divertimento. Però, onestamente, sarà per una mia personale idiosincrasia, il solo vederne una scatola nuova con tutti quei pezzetti sciolti a caos, mi provoca un immediato impulso alla fuga.

Forse – domanda retorica-  a rendermi così refrattaria ai mattoncini assemblabili, sarà il fatto di vederne da anni in casa innumerevoli pezzi parcheggiati, sfusi e montati, di ogni rappresentazione e dimensione, sparsi ovunque quasi vivessero di vita propria, ri-sbucando sempre, non appena hai fatto ordine? Lo sospetto fortemente.

Prima di entrare nel vivo del tema della sostenibilità delle automobili, devo fare un’altra confessione.

Un tempo, per me, tutto ciò che era meccanico o elettronico doveva conservare intatto il suo incanto, come se fosse proveniente da un mondo fatato. Inserivo la chiave nel cruscotto? Tac, la macchina partiva. Non mi curavo di sapere come e perché potesse accadere, mi bastava il fatto che tutto funzionasse. Mi rallegravo come una bambina davanti a un regalo di Natale ancora incartato e pensavo soddisfatta tra me e me: “Che fantastica magia!”.

Lungi da me pormi domande su cosa ci fosse sotto il cofano e su quale incastro perfetto all’interno del motore facesse muovere le ruote del veicolo. Al di là delle basiche conoscenze post patente, per me – e badate bene, non perché appartengo al genere femminile [tanti uomini condividono] – era un atto di fede, come se l’auto si fosse creata da sé. Proprio come il romanzo perfetto secondo Manzoni. Talmente impeccabile che sembrava essersi scritto da solo. Ecco -fosse dipeso da me- un tempo, questa magia delle automobili e di tutto ciò che di tecnologico accompagna e facilita la nostra vita quotidiana, io l’avrei lasciata inspiegata.

Tutto questo però era il passato. Aveva un suo senso fino a qualche anno fa, prima del momento in cui ho iniziato ad approfondire i temi della sostenibilità e del consumo consapevole.

Sarà un caso, ma devo ammettere di essere molto affascinata proprio dalle ultime frontiere dell’ automobile sostenibile, settore nel quale si stanno facendo davvero grandi passi avanti. Il pensiero sopra descritto dunque, vagamente fanciullesco, era una certezza per il mio modo di pensare di qualche anno fa. Poi ho cambiato mentalità e approccio al consumo, iniziando a voler scoprire cosa si nasconde dietro ai prodotti di massa che ci presentano/impongono sul mercato come prestabiliti, unilaterali. Così, ho realizzato che per poter fare la scelta migliore per noi stessi, per chi amiamo e per le generazioni future, bisogna essere informati e consapevoli. Dalla lettura dell’etichetta di un prodotto, alle scelte economicamente più impegnative, come quelle per la mobilità familiare.

Un po’ di incanto è andato perso, ma ho guadagnato in consapevolezza e posso finalmente interessarmi ad alcune conversazioni che per me prima erano affascinanti come il ghiaccio per gli Eschimesi.

Sono almeno 20 anni che sentiamo parlare di auto tecnologicamente innovative alimentate con carburanti “puliti”, a basso costo e impatto sull’Ambiente. Sembrano sempre sul punto di essere lanciate per rivoluzionate il mercato, ma poi di fatto non arrivano mai. Qualcuno sostiene che le principali aziende protagoniste della scena mondiale tengano volontariamente sotto chiave le soluzioni alternative di auto ecologiche fattibili su ampia scala, per ragioni politiche o economicamente opportunistiche. Non fatico a crederci, visto che note case automobilistiche, pur vantando fatturati in crescita, decidono di mettere migliaia di operai (e a volte impiegati) in cassa integrazione, costringendo contemporaneamente altri a lavorare su doppi turni, optando quindi per una politica aziendale tutt’altro che sostenibile e ben poco a dimensione umana. Forse le loro priorità non sono le persone, né dal fronte dei lavoratori, né da quello dei consumatori. Possono quindi occuparsi davvero dell’impatto ambientale dei loro veicoli e fare la svolta della mobilità green per soli fini filantropici?

Basterebbe già solo quest’ultima riflessione per valutare seriamente una scelta di consumo alternativo a quello di massa.

Vi riporto le ultime soluzioni sostenibili nel mondo delle auto, sia in termini economici (attenzione, non tutte le proposte sono ancora low cost però), sia in termini di impatto ambientale e uso di nuovi carburanti puliti.

 

AUTO FAI DA TE


Ed ecco perché ho iniziato parlando di Lego. Pare che la vera sfida del futuro, anche grazie alle stampanti 3D casalinghe, sarà proprio l’auto-produzione. Sfido tutti gli amanti dei Lego a non entusiasmarsi per questa nuova soluzione super low-cost di macchina auto-prodotta. 5 mila euro e ci si costruisce la propria vettura in casa. Sull’impatto ambientale, abbiamo ancora delle perplessità, non esiste ancora una soluzione a carburante green, ma affrancarsi dalle BIG FACTORIES dell’auto sarebbe già comunque qualcosa di interessante.

http://www.wired.it/tv/tabby-la-city-car-fai-da-te-che-si-monta-40-minuti/

 

ARIA COMPRESSA

Arriva dalla Sardegna la prima auto ad aria compressa commercializzabile, in diverse versioni, a seconda delle specifiche esigenze. Promettono 100 km con un euro, sarà vero?

Il design è piuttosto bizzarro, ma il tentativo di innovazione è apprezzabile.

new AirPod Standard

http://www.airmobility.it/air-pod

 

ACQUA

Chi di noi non ha mai sognato di riempire il serbatoio della propria auto con una bottiglia di acqua fresca o di rifiuti, come faceva Doc in Ritorno al futuro, con la sua DeLorean (Quella sì, sarebbe una vera rivoluzione!)

Ci sono ancora molti scettici che criticano questo progetto nato dalla mente di un tecnico italiano.
I limiti di fattibilità sembrano superati, occorre però fare un bilancio generale dei costi totali per dire se si tratti effettivamente di una rivoluzione davvero “sostenibile”.

http://www.lafucina.it/2014/07/07/auto-ad-acqua-errico/
http://www.hydromoving.com/index.php?option=com_content&view=article&id=14&Itemid=125

 

IDROGENO

Sulle auto a idrogeno pare che le multinazionali si stiano davvero attrezzando e, tra loro, qualcuno annuncia l’uscita di un modello di largo consumo già nel 2015.
Occhio però, perché l’idrogeno non è disponibile in natura e le fonti per estrarlo sarebbero quindi il metano o altri combustibili fossili. Anche le fonti rinnovabili pulite potrebbero esserne una fonte possibile, ma ancora non esiste una pianificazione concertata di queste risorse per contare su quantitativi rilevanti di tali carburanti da dedicare all’uso di massa.
Il costo è la vera nota dolente….si stimano 50.000 euro di prezzo al pubblico per la prima auto brandizzata…forse un po’ troppo per definirsi sostenibile, non vi pare?

http://www.tekneco.it/ambiente/in-arrivo-le-prime-auto-ad-idrogeno-di-serie/

 

TRASFORMA LA TUA AUTO IN AUTO ELETTRICA

Infine, se avete una seconda auto un po’ vecchiotta, che magari vorreste rottamare, alt! Fermatevi un momento, mettete da parte l’indirizzo dello sfasciacarrozze e valutate questa possibilità: la conversione da auto convenzionale ad elettrica.

Non scherziamo, si può fare in casa. Qui di seguito un tutorial su come procedere, passo per passo.
Requisiti indispensabili prima di salpare per quest’avventura: amare i Lego, avere un garage-laboratorio e non arrendersi alle prime difficoltà.

http://it.wikihow.com/Costruire-un%27Auto-Elettrica
http://www.marcodemitri.it/retrofit-auto-elettriche/

 

 

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