Non solo visionari: alla scoperta del Bullitt Center di Seattle, il miglior edificio green al mondo.

 

 

Quando mi capita di riflettere sul concetto di sostenibilità perfetta, quello applicato all’Architettura urbana e a uno stile di vita e di lavoro più a misura umana e ambientale, mi sorprendo a fare un sospiro e a pensare: “Che idee straordinarie, ma chissà se sono davvero applicabili…e comunque -anche se un giorno lo fossero- riuscirò mai io a vederne la realizzazione?”

Chi non si è trovato a fare una simile riflessione mentre guarda qualche incredibile progetto green, magari conquistato dalle parole di un amico visionario che racconta con fare convincente il futuro sostenibile che ci aspetta dietro l’angolo?

Nel caso la sorte non vi abbia fatto ancora incontrare un amico visionario, vi auguro di trovarlo al più presto, oppure di diventare voi i visionari. Credere follemente in un progetto o lasciarsi trascinare a credere in qualcosa di più grande e alto, fa davvero bene allo spirito. Ma non solo, ci abitua a fare buoni pensieri e a credere nelle nostre idee a tal punto da riuscire poi a metterle davvero in pratica.

Anche se molti considerano la sostenibilità solo come teoria astratta, ovvero qualcosa di bello e impossibile, in realtà, in qualche parte del globo, il progetto perfetto è già stato realizzato da un gruppo di visionari.

Per questo, ecco la bella notizia: l’edificio più sostenibile del mondo, a impatto zero, totalmente ecologico e autosufficiente,  è già una realtà. Si trova negli Stati Uniti, a Seattle e si chiama Bullit Centre.

La sua costruzione è terminata nel 2012, grazie al sostegno di una Fondazione non profit ecologista di Seattle che sognava di costruire la propria sede dei sogni e voleva creare contestualmente anche uno spazio commerciale da affittare. Il must del progetto era di mettere in pratica tutti i principi della sostenibilità e della bio-architettura, garantendosi la totale autosufficienza energetica e un impatto ambientale pari a zero. Una sfida difficile sulla carta, ma decisamente vinta con successo.

Questo palazzo è stato infatti il primo ad ottenere dalle autorità americane la certificazione di Living building in quanto è considerato proprio come un organismo vivente, in grado di regolare autonomamente le sue richieste e il suo dispendio energetico, grazie a un sofisticato sistema di domotica che controlla, ottimizza e monitora tutte le sue funzioni e i suoi consumi.

 

 

Il luogo che è nato a Seattle è davvero speciale. Di quelli talmente belli, rilassanti ed accoglienti che restano nel cuore e che vorresti fossero casa tua.

Una delle caratteristiche più curiose e innovative del Bullit Centre è la gestione della rete fognaria interna nell’ottica del quasi totale risparmio idrico. In tutto l’edificio sono stati infatti installati esclusivamente wc a secco, che non impiegano cioè il comune e dispendioso scarico ad acqua, ma utilizzano al suo posto solo poca schiuma biodegradabile. La rete interna degli scarichi conduce poi a un locale sotterraneo dotato di un sistema di recupero e purificazione delle deiezioni umane, le quali vengono totalmente filtrate, purificate e infine riutilizzate alla fine del processo, sotto forma compost naturale.

 

Per garantirsi l’autosufficienza idrica, è stato realizzato anche un complesso sistema di raccolta e filtraggio delle acque piovane che -grazie al prezioso aiuto di alcune particolari piante –  è in grado di garantire il fabbisogno giornaliero di acqua, senza doversi allacciare alla rete cittadina.

La copertura del Centro poi, è costituita interamente da pannelli solari di ultima generazione, per assicurarsi la totale produzione di energia elettrica, anche nelle giornate non pienamente soleggiate. Le numerosissime finestre e le aperture consentono di beneficiare del massimo della luce naturale e sono intelligenti, perché motorizzate: si aprono e si chiudono autonomamente a seconda della temperatura rilevata negli ambienti, per rinfrescare o riscaldare le stanze a seconda delle stagioni, tagliando drasticamente gli sprechi energetici e garantendo il ricircolo dell’aria.

 

 

Il Bullit Center sorge in prossimità di un parco naturale – il Mac Gilvra Park- ed è proprio dall’immagine e dal funzionamento della struttura-albero che i progettisti hanno tratto la loro ispirazione per concepirne forma e funzioni. Un intero edificio pensato per funzionare come un albero dunque, con la sommità fotovoltaica per generare energia da far scorrere nel corpo centrale dove vengono scambiati acqua e fluidi, e con una base dalle radici profonde in cui i nutrienti vengono gestiti per essere trattati e ridistribuiti. Un organismo autonomo che produce energia e che non consuma ciò che non riesce a produrre da solo.

 

 

Un piccolo miracolo di Architettura sostenibile che non spreca e non inquina. Che accoglie i suoi ospiti, oltre che per lavorare armonicamente in un ambiente gradevole, anche per promuovere i suoi segreti verso i visitatori occasionali, per contribuire a far conoscere e a diffondere la cultura sostenibile in Architettura.

Se vi capita di trovarvi a Seattle infatti, oltre ad ammirarlo in tutta la sua imponenza, potrete anche visitare gli interni del Bullit Center, acquistando un biglietto di ingresso per il tour organizzato dalla Fondazione. Vi racconteranno nel dettaglio come funziona questa fantastica opera di sostenibilità, che non attende altro che essere replicata in tutto il mondo.

 

 

L’edificio in pillole:

30 milioni di dollari, il costo per costruirlo
250 anni, la durata per la quale è stato progettato
14.303 mq di pannelli solari al posto del tetto
Zero impatto energetico perché totalmente indipendente dalla rete elettrica, idrica, fognaria
4.800 mq totali, anche a uso commerciale
210.000 litri di acqua piovana raccolti all’anno
26 pozzi geotermici che si estendono a 120 metri si profondità nel terreno dove la temperatura è di 13° costante
Zero impiego di materiali tossici come cadmio, piombo e mercurio per le coperture o per gli interni
Ascensori intelligenti pensati per recuperare l’energia elettrica in discesa e reimpiegarla nell’edificio, dove serve
Active design: scale interne “irresistibili”, progettate per invogliare all’uso e promuovere una vita attiva
Bike friendly design: 29 posti bici, bagni con docce e officina di riparazione interna
5 dollari, il costo di un biglietto per i visitatori che desiderano visitare su prenotazione il palazzo

 

http://www.bullittcenter.org/

http://edition.cnn.com/video/data/2.0/video/us/2014/06/24/nr-turner-kim-jong-un-movie.cnn.html

http://www.gensleron.com/work/2013/5/20/the-bullitt-center-and-the-future-of-sustainable-buildings.html

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