5 eco-azioni che puoi fare tu per un Consumo responsabile

 

 

1. Organizza o partecipa a eventi per promuovere il BARATTO

Oggi lo chiamano SWAP, mutuando un termine utilizzato in Finanza e in Informatica, ma il concetto è semplice e antico come il mondo: selezionare oggetti che non usiamo più ma che sono ancora validi, per scambiarli con chi potrebbe avere qualcosa che serve a noi, senza usare denaro. Non è insolito sentire parlare di swap party, eventi organizzati per mettere in contatto i diversi offerenti che spesso fanno parte della stessa categoria (mamme, fashion victim, sportivi, hobbisti ecc)

Potete aderire agli eventi promossi da altri o organizzare uno swap party proprio a casa vostra, se volete liberarvi di accessori o abiti che vi hanno stufato o non vi stanno più, oppure se volete un’idea per organizzare una festa originale per il compleanno dei vostri bambini, per rimettere in funzione i vecchi giocattoli parcheggiati da anni nelle camerette e, soprattutto, per evitare che ve ne regalino altri che non sapreste dove mettere.

Anche gli uomini troveranno interessante lo swap,  magari se è dedicato agli articoli sportivi, agli attrezzi da lavoro, per il giardino o per la casa (conosco persone con la cantina piena di attrezzi impensabili che non usano mai). Suggeritegli di scambiare, anziché comprare!

Per gestire la vostra festa del baratto, basterà assegnare dei crediti (uno o più, a seconda di cosa viene portato) ai partecipanti che consegnano un oggetto da scambiare e agli oggetti stessi. Ognuno potrà impiegare il proprio credito per scegliere liberamente tra le cose messe a disposizione da tutti, portandosi via quello che gli piace.

Se chiedete ai vostri amici di portare alla festa anche qualcosa da bere e da mangiare, lo scambio sarà anche un momento allegro e divertente.

Per saperne di più: www.swapclub.it

 

 

 

2. Auto-produci i tuoi prodotti di bellezza, per l’igiene della casa, per il consumo alimentare.

Auto-produzione deve essere sempre più la parola d’ordine della nostra economia domestica. Prima di tutto per non ingurgitare, respirare o spalmare sulla pelle conservanti, coloranti o sostanze chimiche inutili, come quelle presenti nei prodotti  industriali alimentari, cosmetici e per la pulizia casalinga. Poi per risparmiare soldi e ridurre gli imballi da dover gettare via consumando solo prodotti comprati, e infine per ritrovare il tempo per fare le cose, per scoprirsi capaci e bravi a realizzare qualcosa di bello e naturale. Fare per condividere con i propri cari: cosa c’é di più bello?

 

 

3. Se hai un giardino, un terrazzo o un balcone sufficientemente grande, prova a creare e condividere una compostiera collettiva.

Il compost è un terriccio naturale, ottenuto a partire dalla decomposizione di un misto di materie organiche, come per esempio gli scarti di cucina e i rifiuti di giardinaggio che, lasciati riposare in contenitori chiusi ma areati (ce ne sono di diversi tipi in vendita, ma meglio se provate a farne uno da soli), come per magia, grazie al lavoro di batteri e funghi, trasformano l’umido di casa in materiale fertilizzante!

Se avete poco spazio, volete ridurre la quantità di sacchetti dell’immondizia da portare fuori casa e conoscete qualcuno che ha un giardino o un balcone grande (magari un vicino di casa amico), proponetegli di condividere una compostiera collettiva. A partire dai vostri scarti organici, otterrete in poco tempo del fantastico terriccio gratis per concimare i vostri vasi e far crescere rigoglioso il vostro progetto di orto verticale o di orto sul balcone.

 

 

4. Ricicla i vecchi telefoni cellulari

Io da sola penso di averne accumulati in casa almeno 6 da smaltire. Da tempo li tengo tutti lì, nei vari cassetti, un po’ per nostalgia, un po’ perché non mi va di gettarli nell’indifferenziata senza sapere quale sarà il loro destino. Sono ricchissimi di materiali da recuperare! Già, ma chi lo fa?

Facendo qualche ricerca ho trovato alcuni siti che propongono addirittura l’acquisto di vecchi telefonini, pagando o restituendo buoni spesa come Comprocellulari,  Zonzoo, Il celluvale.

Se non volete venderli, c’è anche la possibilità di donarlo a chi lo può ancora usare (la maggior parte dei telefoni dismessi, è ancora funzionante) oppure renderlo disponibile a chi li userà per sostenere progetti di solidarietàCellulariperbeneficenza si occupa di questo.

Anche le principali compagnie di telefonia mobile hanno ormai un programma di recupero dei vecchi cellulari, consultate i siti dei vostri operatori per saperne di più.

 

 

 

5. Preferisci acquisti alimentari e di abbigliamento prodotto localmente

Ai mercati rionali dove vendono i contadini o nelle loro aziende agricole, alle manifestazioni di piazza delle associazioni di coltivatori diretti, nelle tante botteghe solidali della tua città che scelgono di vendere gli oggetti di artigianato e di design prodotto nella propria area metropolitana. Ogni giorno acquistiamo qualcosa che ci serve o che ci piace. 

Il consumo, oltre ad adempiere a un bisogno, è anche un gesto sociale, è un potente mezzo di comunicazione e crea in qualche modo il nostro domani. Anche se siamo individui e pensiamo che il nostro comportamento non possa modificare i processi macro-economici, ricordiamoci invece che i piccoli gesti quotidiani di ciascuno, sono importanti e influenzano il prossimo, a partire dai nostri figli.

 

 

 

 

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