Stop a olio di palma e gelatina alimentare, scopriamo perché

 

La bellezza salverà il mondo. Quanti di voi, leggendo questa frase sono rimasti perplessi qualche secondo per non aver colto fino in fondo cosa volesse dire? Significa forse che i belli, oltre alla fortuna di potersi vestire come gli pare, sono destinati anche ad essere degli eroi, mentre i brutti meritano sempre e comunque il secondo posto, se non addirittura di essere dimenticati? Ci ho pensato spesso anch’io e, alla fine, ho capito che la metafora sull’estetica delle cose descrive perfettamente un concetto che ritroviamo nella vita di ogni giorno.

La bellezza è certamente qualcosa che ci fa stare bene, ma ciò a cui ci si riferisce nella celebre e sibillina frase, attiene di più a un ideale di equilibrio, di armonia, di cosa profondamente giusta,  non certo solo a un canone di pura estetica fine a se stessa. Ora, cosa c’entri tutto questo con il titolo di questo articolo e cioè con l’olio di palma e con la gelatina alimentare, forse vi sembrerà ancora oscuro, ma, credetemi, una certa attinenza ce l’ha. Adesso mi spiego meglio.

Dopo tanti anni passati a leggere e ad informarmi su tutte le cose relative allo sfruttamento degli Animali e della Natura da parte dell’Uomo, sono giunta alla conclusione che nelle cose ingiuste e crudeli non c’è mai assolutamente niente di bello, neanche l’ombra. Semmai, al contrario, esiste una bruttezza così estrema e sconvolgente che, chi opera per mantenere un certo stato delle cose a suo vantaggio, non può che ridursi a nascondere, camuffare e dissimulare il proprio operato.

Quindi, molto spesso, le cose più brutte e crudeli, devono essere inevitabilmente celate agli occhi di tutti. E tanto sono più disgustose, tanto più vengono escogitati sistemi per nascondere la verità. In campo alimentare si raggiungono livelli impensati di tentativi di occultamento di bruttezza e di ingiustizia e pertanto, dobbiamo renderci conto che tocca a noi tenere alta la guardia e fare uno sforzo per continuare ad informarci. E’ l’unico modo che abbiamo per poter conoscere e quindi scegliere.

Cosa c’é che non va nell’olio di palma? Intanto, sul mercato non esiste quasi preparato alimentare, dolce e salato, che non lo contenga. E già questo deve far scattare un primo campanello d’allarme.

L’uso di olio di palma nei prodotti industriali negli ultimi anni è stato incrementato moltissimo, tanto che tra gli scaffali del supermercato è praticamente impossibile trovare prodotti da forno, ma anche altri tipi di preparazioni, dove non ce ne sia. Viene usato quasi dappertutto perché è un ingrediente economico che serve da riempitivo, aumentando il peso e il volume del prodotto.

Il problema è questo: al fine di produrre massivamente olio di palma, alcuni gruppi economici hanno distrutto vaste aree di foresta tropicale per impiantare le loro coltivazioni intensive di palme, con conseguente disastro ambientale per migliaia di specie vegetali e animali che rischiano l’estinzione, e con il relativo avvelenamento del terreno a causa dell’uso di diserbanti, fertilizzanti chimici, ecc.

L’anno scorso a giugno in Indonesia e Malesia sono state incendiate aree talmente vaste da parte di aziende cinesi che il fumo provocato era densissimo e ha impedito agli abitanti delle città persino di respirare normalmente per diversi giorni. Guardate sul sito www.expo.rai un video molto interessante e drammatico che spiega bene cosa sta accadendo mentre noi consumiamo allegramente i nostri biscotti, intasandoci peraltro le arterie a causa dei grassi saturi.

Cosa si può fare allora? Intanto dobbiamo leggere bene le etichette e dobbiamo discriminare e non acquistare più tutti i prodotti dove è contenuto olio di palma, o quelli dove sono presenti i cosiddetti “grassi vegetali” (idrogenati e non),  dicitura generica che spesso cela sempre il famigerato olio di cui sopra. Bisogna scegliere aziende che non ne fanno uso, oppure tornare ad autoprodurre ciò che consumiamo più spesso. Chiediamo alle nonne di tirare fuori le loro ricette e proviamo a preparare in casa i nostri biscotti. Non è così difficile, basta provarci! E’ molto divertente e dà grandi soddisfazioni.

 

 

Nel caso della gelatina alimentare invece, la prima cosa che voglio chiarire una volta per tutte è la reale provenienza di questo ingrediente così ampiamente diffuso in tutta una serie di prodotti, anche insospettabili, che consumiamo d’abitudine.

La gelatina alimentare, se non indicata letteralmente, viene denominata con la sigla E441 ed è un prodotto industriale ottenuto a partire dagli scarti della macellazione, lavorando cioè le cotenne, le cartilagini e le ossa di maiali e di bovini. Una variante di questa gelatina è la colla di pesce, ottenuta aggiungendo una sostanza derivata dalla lavorazione della vescica natatoria dei pesci. Ci sono numerosissime aziende che hanno fatto la loro fortuna su queste produzioni inquietanti.

Questo è stato possibile perchè tali sostanze sono economiche e servono per addensare qualsiasi cosa, infatti vengono ampiamente utilizzate anche in settori molto diversi da quello alimentare (dove peraltro abbondando anche se non sono sempre necessarie), come ad esempio in fotografia, nella cosmesi e nei preparati farmaceutici o negli integratori.

Si trovano comunemente tra gli ingredienti dei prodotti da forno, nei preparati per creme o dolci, sono molto usate per produrre quasi tutte le caramelle gelée o le caramelle mou e gommose che date ai vostri bambini.

Non è disgustoso mangiare una caramella fatta con le ossa e le cartilagini degli animali?

Ebbene, se a questo punto, non avete ancora sviluppato il senso critico necessario per fare una scelta di consumo riguardante questi due elementi così dannosi, provate a raccontare tutto questo a un bambino di 3 anni, domandando poi se quello che ha ascoltato gli sembra una cosa bella o brutta e, soprattutto, giusta.

Sono certa che lui saprà darvi la risposta che non vi siete dati fino adesso.

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2 Replies to “Stop a olio di palma e gelatina alimentare, scopriamo perché”

  1. Cara Paola, è proprio vero bisogna squarciare il velo che ci nasconde cosa sta dietro ai prodotti apparentemente innocui che ci propone il mercato. Io ho già deciso: preferisco che la foresta lussureggiante continui ad esistere in tutta la sua bellezza!

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