In autunno cadono le foglie, ma spesso anche i capelli! Ecco 4 rimedi naturali efficaci a costo (quasi) zero

L’Autunno mi piace. 

Non fa ancora freddo e non fa più troppo caldo. Ci illudiamo di essere con un piede in Estate, mentre lo spauracchio del clima natalizio sembra ancora lontano. 

Senza dimenticare che arrivano le castagne e i marron glacé, c’è l’uva matura, si trovano anche i funghi freschi, i tartufi e i cachi abbondano sugli alberi! Tutti doni molto graditi.

L’unica cosa spiacevole che succede a molte persone in Autunno è notare una consistente perdita di capelli. 

Se il fenomeno resta circoscritto a questo periodo e non presenta eccessi preoccupanti, non dobbiamo temere il peggio per le nostre chiome, si tratta del cambiamento fisiologico dei follicoli che si mettono a riposo per poi tornare a produrre la normale crescita dei capelli (cioè di circa 1.5 cm al mese). In caso contrario, non drammatizziamo, ma rivolgiamoci per tempo a uno specialista per scongiurare altre cause insidiose, come ad esempio un malfunzionamento tiroideo.

Nonostante sia normale osservare la caduta dei capelli in Autunno, come accade anche agli alberi per le foglie, tale evento non piace proprio a nessuno. Tanto meno a me, che quando inizia a succedere entro un po’ in ansia.

Ecco i miei rimedi per la cura di cute e capelli che hanno bisogno di nutrimento e ossigenazione. L’effetto rinvigorente è assicurato, amici.

1) IL RE DEI RE: L’OLIO DI LINO

Se avete già scoperto alcuni capisaldi delle cose sane della vita, avrete sicuramente in casa una bottiglia di olio di lino spremuto a freddo, che consumerete con l’insalata. La buona notizia é che potete attingere dalla dispensa per preparare un super rimedio per la cura dei capelli.

Quest’olio infatti -da tenere in frigo, perché soggetto facilmente a irrancidimento- integra gli Omega 3 nella nostra alimentazione, ma é altrettanto perfetto per fare un impacco d’emergenza a capelli e cute messi in crisi dal sole estivo, dalle colorazioni, dai lavaggi frequenti e anche dallo stress del quotidiano.

A differenza dell’olio d’oliva, sempre ottimo ma più difficile da rimuovere con il lavaggio, quello di lino non dà particolari problemi di detersione o pesantezza. A parte il suo profumo intenso che non sempre piace a tutti, i risultati sui capelli sono eclatanti. A impacco finito i capelli sembreranno rinati, corposi e idratati

Se state programmando una serata speciale, vi consiglio di fare un impacco abbondante il giorno prima, lasciandolo in posa anche per un’ora. Il risultato sará meraviglioso: capelli idratati e lucidi, ma assolutamente non unti.

Mettetene pure in abbondanza prima dello shampoo e se vi infastidisce il suo odore particolare, aggiungete alcune gocce di un olio essenziale a vostro piacere.

2) MASCHERA ALL’ARGILLA BIANCA CON OLIO DI OLIVA E ROSMARINO

Se volete riattivare la circolazione del cuoio capelluto, l’olio essenziale di rosmarino è un toccasana. Se non lo avete in casa, avrete sicuramente la pianta aromatica fresca! Allora fate un decotto con due rametti di rosmarino e poi utilizzate il liquido ottenuto per realizzare un impiastro composto da argilla bianca ventilata e qualche goccia di olio di oliva. 

Massaggiate bene la cute e tenete in posa almeno 20 minuti.

3) IMPACCO DI POLPA DI AVOCADO E OLIO DI COCCO

L’avocado è un frutto definito superfood e può aiutarci dall’interno con le sue vitamine e dall’esterno anche per nutrire profondamente i capelli. Aggiungere alla sua polpa schiacciata uno o due cucchiaini di burro di cocco creerà una crema impacco molto efficace e antisettica per il cuoio capelluto.

4) SCRUB AL SALE FINO CON OLIO DI VINACCIOLO E LAVANDA


L’esfoliazione è la base della bellezza e della salute della nostra pelle. Anche il cuoio capelluto deve essere esfoliato correttamente prima di fare un impacco restitutivo, per far meglio penetrare i principi naturali.
In una ciotola mettete due o tre cucchiaini di sale fino marino integrale, aggiungete un cucchiaino di olio di vinacciolo o anche di lino, e mettete due o tre gocce di olio di lavanda. Procedete con lo scrub e poi, se volete effettuare la routine restitutiva completa, procedete con un impacco di quelli suggeriti.

Se doveste avanzare del composto, potrete usarlo tranquillamente per il viso o per il corpo, facendo attenzione alle zone delicate.

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5 No da dire al gelato farlocco

Quando ero bambina il gelato si consumava rigorosamente in estate, nemmeno in Primavera -ti avrebbero considerato pazzo se avessi chiesto un cono o una coppetta nel mese di marzo- ma proprio in estate, quando il caldo afoso era l’unica giustificazione per consumare questo “dolce’ le cui origini si perdono nel tempo della storia umana. 

Qualcuno colloca storicamente la sua comparsa all’epoca degli antichi Romani. “Nivatae potiones” questo era il nome latino di ció che oggi comunemente chiamiamo gelato.

Ma c’é chi fa risalire le sue vere origini a molto prima, cioé ai tempi della donna e dell’uomo di Neanderthal. Immagino la prima volta che qualcuno provó a ghiacciare pezzi di cibo nella neve per conservarli o per gustarli in modo diverso. I primi sorbetti o ghiaccioli forse saranno nati così, come risposta al capriccio di un bambino Neanderthaliano in preda al pianto e dalla fantasia estemporanea di un genitore che pur di accontentarlo e trovare la pace escogitó un sistema per creare qualcosa di diverso da mangiare. Certe cose non cambiano mai.

Oggi il gelato lo mangiamo praticamente 365 giorni all’anno e le gelaterie sono più numerose dei compro oro. I gelatieri poi (e non ho detto gelatai…attenzione, perché il primo é la mente che lo crea, mentre il secondo è quello operativo, cioè lo vende soltanto) i gelatieri dicevo, oggi sono quasi delle star che impersonano un brand e il loro prodotto si è trasformato da sfizio stagionale ad alimento completo e firmato reperibile quasi tutto l’anno, con una qualitá e un livello di presentazione (per i piccoli cake monoporzione o le torte) degno di una creazione da ristorante stellato. Quello buono però, quello vero. 

Negli anni ’80 avevano lanciato il gusto puffo, ve lo ricordate? Un colore azzurro elettrico talmente acceso che da sciolto potevi usarlo per ritinteggiare casa. Mangiare un gelato era un’esperienza molto ‘diversa’ da quella odierna e non si prestava particolare attenzione alla sua scelta. 

Quali sono i NO categorici che dobbiamo dire invece oggi di fronte a un gelato prima di comprarlo per non inciampare in quello farlocco per il gusto e per la salute

Se apprezzate il VERO gelato, e sottolineo VERO, proseguite nella lettura, altrimenti desistete e andate pure a cercare quello blu al gusto puffo, io vi riconosceró per strada intravedendo l’alone azzurrino sulla vostra lingua ma, giuro, farò finta di niente.

1. NO AI COLORI SGARGIANTI

Prima di ogni cosa, il colore vi guiderà nella scelta del gelato vero e di qualità. Dite NO ai colori sgargianti e dalle sfumature che sarebbero improbabili in natura. Il colore sintetico è sinonimo di farlocco!! L’esame del primo sguardo rivelerà quindi se il gelato è naturale oppure no. Il pistacchio verde acceso lasciatelo a loro e preferite invece quello marroncino o beige, forse meno attraente visivamente, ma di certo più sicuro per le nostre cellule. Non si è mai visto un pistacchio fluo in natura. 

Il vero gelato ha sempre un colore pastello tenue o anche intenso per certi gusti frutta, ma sempre credibile se confrontato con le materie prime. Non sbagliate ed eviterete l’assunzione di inutili infiammanti.

2.  NO A UNA LUNGA LISTA DI INGREDIENTI


Il gelato che può essere paragonato a un vero alimento deve essere creato a partire da POCHE materie prime di altissima qualità. Se vedete un elenco infinito di elementi dalla terminologia strana e poco comprensibile, capeggiato da zuccheri, grassi strani o cose astruse, dite NO! 

Nel gelato vero gli ingredienti si contano sulle dita di una mano. Se sono creme troverete latte, uova, burro, zucchero di canna integrale, la materia prima del gusto in questione e STOP.

(Se il gelato fosse vegano: latte vegetale, burro di cocco o mandorle e materia prima di riferimento)

Nel caso dei gusti frutta SOLO acqua, frutta e succo di limone. STOP.

3. NO ALL’ABUSO DI ADDENSANTI ED EMULSIONANTI

Gli addensanti sono idrocolloidi. Giá il nome è tutto un programma. Servono per migliorare l’aspetto estetico e la sensazione in bocca del gelato. Ma più vengono usati e più diminuisce la qualità generale del prodotto finale. Se leggete alginato di sodio e soprattutto carragenina, scappate!! Sono i peggiori perché responsabili di infiammazioni croniche dell’intestino.

4. É LUCIDO E STA SU DA SOLO NELLA VASCHETTA A VISTA 

Una delle cose che mi fanno letteralmente fuggire davanti a una gelateria è il fatto di vedere montagne di gelato molto lucido (quindi addizionato da grassi estranei dannosi) ed esposto alla vista proprio per attrarre l’attenzione del passante poco attento e informato.

Le gelaterie di qualità optano sempre per il classico bancone con cilindri estraibili in metallo non a vista. Questo indica che il gelato è preparato in giornata e non trasportato dall’esterno o stanziale chissà da quanto tempo.

5. I TROPPI GUSTI IN ESPOSIZIONE E TROPPE SALSINE O DECORAZIONI 

Quando vedete troppo colore o troppe decorazioni aggiuntive come sciroppi, caramelline, codette o zuccherini significa che vogliono puntare dritti all’effetto acquisto impulsivo piuttosto che sulla qualità (vogliono attrarre specialmente i bambini) Dite NO a tutto questo perché può nascondere poca qualità del gelato sottostante. I veri gelatieri non aggiungono nulla alla loro opera, se non frutta fresca o vero cioccolato.

Bibliografia: 

http://www.ilgelatoartigianale.info/Sei_un_gelatiere/Semilavorati_Per_Gelato_Artigianale/Guida_Agli_Ingredienti_Composti_Cosa_Sono_A_Cosa_Servono_Come_Usarli.kl

I 5 colori dell’Hummus per un aperitivo diverso dal solito

La ricetta dell‘hummus classico di ceci la conoscete tutti. È molto facile da realizzare e piace sempre a grandi e bambini.  È a base di ceci lessati (preferibilmente rinvenuti per 24 ore a partire dai ceci secchi, ma potete usare anche quelli in scatola, in caso di fretta) che vengono frullati con aglio, salsa tahina, prezzemolo o coriandolo e succo di limone, fino ad ottenere una salsa omogenea, liscia e corposa.

Oggi vogliamo proporvi alcune varianti della tradizionale salsa di origine libanese, utilizzando anche verdure e altri legumi, ottenendo creme davvero molto ricche di proteine vegetali, vitamine e grassi buoni per la nostra salute.

Nella versione colorata che vi proponiamo, potrete provare queste ricette per creare un apetitivo, un antipasto o una merenda diversi dal solito, belli da vedere, molto nutrienti, ma soprattutto sani e sfiziosi. 

Ispirandoci alle proprietá dei colori in cromoterapia, ecco 5 ricette semplicissime per realizzare delle salse fredde da accompagnare con verdure crude o con un pane tipo “chapati”, “tortilla” o “naan”.

ROSSO

Il rosso è il colore della passione e dona molta energia. Piace molto alle persone dotate di grande personalità.

INGREDIENTI

Barbabietole cotte nel forno di casa vostra (compratele crude e cuocetele in forno, è fondamentale per la buona riuscita della ricetta)

Ceci lessati

Salsa tahina (crema di sesamo)

Prezzemolo per guarnire, cipolla rossa qb

Olio Evo e sale qb, pepe qb, succo di limone qb


VERDE

Il verde è il colore della stabilità e perseveranza. Piace alle persone calme e poco inclini agli imprevisti.

INGREDIENTI

Piselli freschi o sugelati

Fave secche rinvenute o fresche

Coriandolo tritato 

Salsa tahina a piacere

Olio Evo, sale e pepe a piacere


ARANCIONE

L’arancione è un colore caldo che dona creatività artistica ed è legato alla sfera del piacere, anche sessuale. Chi ama questo colore è ottimista di natura.

INGREDIENTI

Peperoni rossi e gialli

Salsa tahina

Ceci lessati

Prezzemolo o coriandolo, aglio qb

Peperoncino qb

Sale e olio Evo a piacere


NERO

Il colore nero rappresenta il mistero, l’oscurità, ma anche le potenzialità nascoste. Nella cultura cinese, rapprentato nell’immagine dello yin e lo yang, è complementare al bianco e simboleggia il processo infinito di fine e inizio di ogni cosa.

INGREDIENTI

Fagioli neri rinvenuti e lessati

Salsa tahina a piacere, aglio qb

Olio evo, sale e pepe a piacere

Prezzemolo o coriandolo tritato e per guarnire


BIANCO

Il bianco è il colore della purezza, della rinascita e del nuovo inizio. Complementare al nero simboleggia anche le nuove partenze e il bene spirituale.

INGREDIENTI

Una melanzana viola grande da cuocere in forno con la buccia

Ceci lessati

Salsa tahina  (crema di sesamo)

Olio Evo, succo di limone, sale e pepe a piacere.

Fonti 

http://www.cromoterapiaesalute.it/significato-dei-colori/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/nero_e_bianco_come_colori_di_trasformazione_e_di_rinascita

Foto: dal web

12 librerie nate dal recupero di vecchi oggetti e materiali di scarto

Chi ama molto i libri ha un problema solo: creare sufficiente spazio in casa per accoglierli tutti, magari catalogarli con ordine e poter avere la possibilità di aggiungerne sempre di nuovi! 

Comprare librerie già pronte, magari di design, può essere però molto, talvolta troppo costoso

Il riutilizzo di materiali di recupero o di oggetti che avete dimenticato in cantina o che state per gettare via, puó essere la soluzione.

Date un’occhiata a queste 12 idee e ispiratevi per realizzarle. 

Il più delle volte abbiamo dei veri tesori sotto mano e non ce ne rendiamo conto.

Cultura e sostenibilità vanno sempre d’accordo!


UNA VECCHIA SCALA


CASSETTE IN LEGNO


SCATOLONI DI CARTONE


VALIGIE ROTTE


CUSTODIE DI STRUMENTI MUSICALI


PERSINO UN PIANOFORTE!


CASSETTI DI MOBILI IN DISUSO

 

SCARTI DI FALEGNAMERIA


TUBI E ASSI DI SCARTO


VECCHIE CORNICI 


SNOWBOARD O SKATEBOARD


VECCHIE CINTURE 

Fonte immagini: dal web

Scopriamo l’Acido Citrico per le pulizie: versatile, eco e amico del budget

 

A chi non è capitato di entrare in una di quelle catene di negozi che vendono solo prodotti per la cura della casa e della persona? E quanti sono caduti in trance, imbambolati a sbirciare tra gli scaffali ordinati, ricolmi di ogni tipo di spugna, detersivo, ammorbidente o deodorante, attratti dalle lusinghe delle novelle sirene a forma di spray che sembrano sussurrarvi in coro: “Prendi me, prendi me!”?

Una volta varcata la soglia di questi strani posti, perderete la testa dimenticando tutto, ma proprio tutto della vostra vita per almeno 15 minuti, scoprendo ogni volta un tipo diverso di superficie pulibile e il suo relativo detergente amico, schiuma o polvere che sia. 

Nel caso foste in compagnia dei vostri figli piccoli, loro spariranno in un battibaleno dall’orbita del controllo a vista, approfittando della temporanea distrazione del genitore, per pattinare sfrenati tra le corsie e scivolare a terra come se cavalcassero una tavola da surf immaginaria, cadendo sdraiati a ripetizione e facendo voltare tutti nell’arco di tre metri. 


Tutto questo per la gioia del commesso di turno il quale, dopo aver quasi inciampato sui piedi del fanciullo steso a terra, scorgendovi appena girato l’angolo, vi fulminerá con lo sguardo dopo aver realizzato che la vivace prole intenta a far crollare il banchetto dei fazzolettini in offerta a 99 cent appena sistemato, è senza dubbio vostra. Impossibile non dedurlo, perché siete voi l’unico cliente del negozio che mentre legge l’etichetta dell’ennesimo magico gel anticalcare per doccia, improvvisamente si mette a chiamare ad alta voce nomi di persona, senza mai staccare gli occhi dallo scritto, peraltro. O siete pazzi, o quel bambino buttato sul pavimento come un panno in microfibra è vostro. 

Scuotendo la testa, il commesso in divisa se ne andrá lentamente senza dirvi alcunché, perché, si sa, il cliente ha sempre ragione. Si limiterá ad osservarvi un’ultima volta di sbieco con mascherato disprezzo, ripensando non senza dolore alla sua Laurea in Fisica Nucleare che fa la polvere nei cassetti, convinto una volta di più di quanto sia perfido e burlone il destino.

Nel frattempo, dopo aver incassato la brutta figura facendo finta di nulla, sarà la musica effetto surround a riportarvi in uno stato di ovattato relax, come una vera colonna sonora ideata per seguire i vostri passi felpati tra la corsia degli shampoo e quella dei dentifrici, quasi foste il protagonista di uno spot americano degli anni 60. 

Sarete definitivamente proiettati in una dimensione spazio temporale parallela che vi impedirà di accorgervi fino all’arrivo in cassa che il vostro pargolo, tornato da voi con la cosa tra le gambe dopo l’occhiataccia di una signora che lo ha sopreso a surfare tra i fustini, lancerà nel carrello a tradimento, nell’ordine: tre pacchi di piattini colorati con la faccia di Peppa Pig, 500 cannucce nere da aperitivo, un profumo da 40 euro contenuto in un maxi Minion in plastica e uno struralavandini che intenderà usare come arma contro il fratello.

Voi però ancora non avete visto nulla e siete sereni, persi nel Pianeta delle pulizie magiche, tra le flottanti mousse mangia calcare e i lavapavimenti senza risciacquo al profumo di fiori di Provenza. 

Sarete ancora presi dalle fantasticherie, illudendovi su quello che farete con quei 5 minuti di tempo risparmiato al giorno grazie alla vostra nuova schiuma ultra attiva universale, come promesso dalla descrizione sull’etichetta variopinta. Vi hanno convinto quei nomi fantasiosi, quei flaconi di ogni improbabile forma, quegli slogan che vi faranno credere a soluzioni efficaci a tempo zero per tutti i problemi della vostra vita, o quasi. 

Credete di nuovo alle favole. Avete fede in questo mondo perfetto che offre soluzioni facili e per tutte le tasche. Mettete tutto nel carrello senza pensare ad altro. Ecco che così, in poco tempo, accumulerete in casa decine di contenitori di plastica, plastica e ancora plastica.

Nonostante le urla disperate e soffocate di chi cerca di smontare i dettami del consumo di massa, che vuole trasformarci in soggetti compratori ciechi e compulsivi di prodotti i cui residui chimici e gli imballi indistruttibili restano pochi giorni in casa nostra, ma anni sulle spiagge, nei fiumi e nei mari. 

Purtroppo le Aziende coinvolte in questo settore, a parte qualche rara eccezione, non si impegnano molto per cercare un approccio sostenibile per l’ideazione di prodotti e imballi meno inquinanti. Il guadagno economico viene al primo posto, sempre. 

Spuntano come funghi migliaia di prodotti specifici per la macchia di zafferano o per l’alone di saliva di cane e noi, ubriacati dagli spot pubblicitari e dalle etichette colorate e altisonanti, li compriamo e ricompriamo, riempiendoci la casa di plastiche highlander e contribuendo a far crescere i cumuli di immondizia immortale destinata ad occupare le spiagge e i fiumi del mondo.

Ma siamo sicuri che questo disastro sia inevitabile? Servono davvero tutti questi prodotti specifici per la pulizia e la bellezza, oppure ci facciamo solo condizionare dalle idee, dalle confezioni e dagli slogan di qualche copy pubblicitario gigione che punta dritto alle nostre manie, pigrizie e debolezze?

E se potessimo risolvere quasi tutti i problemi della nostra vita casalinga, solo con una materia prima a basso costo, evitando sprechi di packaging, oltre che a ricorrere a sostanze quasi sempre tossiche per noi e per l’Ambiente?

La soluzione c’è e si chiama ACIDO CITRICO. Alé!!

Questa sostanza è naturalmente presente negli agrumi ed è facilmente reperibile in polvere. E’ una materia prima davvero versatile che può essere usata per auto produrre rimedi differenti a seconda del problema che vogliamo risolvere. Scopriamo a cosa può servire.

ANTICALCARE

DISINCROSTANTE PER LAVATRICE E LAVASTOVIGLIE

BRILLANTANTE PER LAVASTOVIGLIE

AMMORBIDENTE PER LAVATRICE

SBIANCARE LE FUGHE DELLE MATTONELLE

DETERGENTE PER IL WATER.

Tutto questo ma anche molto molto altro!!

Leggete come fare!

https://stilenaturale.com/acido-citrico/

https://www.greenme.it/consumare/detergenza/16265-acido-citrico-come-usarlo

Sostenibilità in cucina? Ecco 4 idee che rivoluzioneranno il cuore della nostra casa

 

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La cucina. Forse l’ambiente più bello della casa.

Non a caso, quando due persone decidono di andare a vivere insieme, iniziano a fantasticare della loro vita futura immaginando come sarà questo luogo, come lo vorrebbero. E’ come se il progetto di una nuova vita in comune iniziasse a prendere forma idealmente prima dal cuore dell’abitazione, cioè dalla cucina, per poi completarsi poco a poco, in ogni altro ambiente della casa.

La cucina scandisce il ritmo di ogni famiglia, è il luogo dove si prepara e si conserva il cibo, è il luogo che riunisce le persone, che crea i momenti più intimi.

Siamo sempre tutti di corsa, ma poi, è in cucina che ci fermiamo (finalmente) e ci ritroviamo per condividere il tempo che resta della nostra giornata.

Per il caffé veloce di tutti i giorni o per la colazione completa della domenica, per il pasto quotidiano o per le ore passate a cucinare una cena da 8 portate per una festa: è sempre in cucina che si passa il tempo più piacevole, quello delle confidenze, dell’aggregazione, quello dedicato a chi si ama e al piacere del cibo.

Ma è anche il luogo dove produciamo quotidianamente la maggior parte dei nostri rifiuti, recuperabili e non, dove consumiamo l’energia e l’acqua necessaria a preparare i nostri pasti o a lavare le nostre stoviglie.

E’ il luogo che rispecchia il nostro interesse per l’Ambiente, che misura l’impatto che decidiamo (o tentiamo) di avere su di esso.

Per questo motivo, la sostenibilità in cucina è uno dei temi chiave per chi vuole ridisegnare lo stile di vita di una famiglia attenta ai consumi o votata al risparmio e alla riduzione degli sprechi.

Ecco 4 idee di cucina sostenibile del futuro che rivoluzioneranno l’ambiente cucina. Buoni spunti per trovare ispirazione.

 

  1. LA CUCINA “ETICA” CHE VIVE CON QUELLO CHE RECUPERIAMO

La “Cucina Etica” è un progetto basato sull’idea che nel prossimo futuro, un vita “etica” non è più solo uno stile di vita da scegliere, ma un modello al quale tutti dovranno adeguarsi. Perché la natura e i consumi sono strettamente collegati.

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La designer Aalexandra Sten Jorgensen ha progettato questa cucina sostenibile integrando in essa una pianta che vive dell’acqua riciclata e del concime proveniente da parte del compost prodotto con gli scarti alimentari. Questa cucina sostenibile è composta da un lavandino, una superficie di preparazione degli alimenti, un’area da compostaggio e il posto dove riciclare gli imballaggi. Il compost alimenta la pianta che cresce ed essa viene bagnata dalle acque grigie grazie a un meccanismo a goccia collegato al tubo di scarico. La vita della pianta si adatta quindi alla vita di chi prepara i cibi e vive del recupero dell’acqua consumata.

Foto: http://www.dezeen.com/2007/08/16/ethical-kitchen-by-alexandra-sten-jorgensen/

 

2. LA DISPENSA DOVE COLTIVARE FRUTTA E VERDURA

 

Smart Indoor Garden Grove 1

Smart Indoor Garden Grove 2

Il faut cultiver son jardin, diceva Candide.
E aveva ragione! Di questi tempi, è bene pensare di auto-produrre una parte del proprio consumo di frutta e verdura. Ecco una soluzione che aiuterebbe la crescita direttamente in cucina di alcuni tipi di verdura.

Un’idea interessante!

Foto
http://ecofriend.org/smart-indoor-garden-grove-can-let-you-grow-your-favorite-veggies-and-fruits-the-year-around/

 

3. UNA CUCINA PER VIVERE SENZA FRIGORIFERO (O CON UNO PICCOLO PICCOLO)?

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La designer indiana Nilay Shah propone invece l’eliminazione del frigorifero, possibile lavorando e cucinando solo cibi freschi.

La Cucina I Green, progettata con l’italiana Veneta Cucine, “può essere utilizzata al meglio per tagliare, essiccare, conservare, misurare e servire il cibo fresco al tempo stesso, fa uso di vassoi realizzati da legno riciclato e plastica biodegradabile.”

La designer si concentra sul concetto di eliminare ogni necessità di refrigerare gli alimenti, in modo che gli utenti siano tentati di acquistare solo ciò di cui hanno bisogno. Questa strategia non solo riduce il consumo di energia della cucina, ma riduce anche gli avanzi e quindi gli sprechi.

Chi riuscirebbe a gestire in questo modo la propria cucina e la propria alimentazione?

Foto: http://www.genitronsviluppo.com/2009/10/01/cucina-sostenibile-design-sostenibile/

 

4. LA CUCINA DEL FUTURO CHE PRODUCE ACQUA E SAPONE VEGETALE CON GLI SCARTI DI QUELLO CHE CUCINIAMO

 

ecodesign_ecodesigner_antoin_lebrun_cucinare_futuro_design_sostenibile_industriale

 

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Sembra fantascienza ma è già stata progettata e può funzionare.

La cucina del futuro, in produzione tra almeno 10 anni, sarà una consolle in grado di generare acqua pulita e sapone vegetale per pulire le stoviglie grazie a particolari piante filtro collocate in cassetti speciali che gestiranno gli scarti di cottura degli alimenti.

Si chiama Aion ed è progettata da Antoine Lebrun.

http://www.genitronsviluppo.com/2008/02/08/cucinare-nel-futuro-aion-di-antoin-lebrun-come-avere-acqua-pulita-e-sapone-vegetale-da-quello-che-cuciniamo/

I cittadini del futuro: consumatori consapevoli sì, ma capaci di relazioni umane davvero sostenibili?

Risultati immagini per relazioni sostenibili

 

“Le metropoli del futuro saranno tanto più sostenibili e intelligenti quanto più saranno ricche e interessanti le relazioni che nella città si svilupperanno e quanto più saranno abitate da persone partecipi e aperte”

Scrive così Andrea Poggio nel suo libro dedicato alle Smart Cities del futuro, “Le città sostenibili”.

Persone partecipi e aperte. Persone consapevoli che sapranno costruire relazioni ricche e interessanti. Le relazioni in questione non sono solo connessioni che fanno funzionare meglio il nuovo sistema in sviluppo, ma vere e proprie relazioni umane “sane” e quindi “ecologiche”.

Saremo capaci di confrontarci anche con questo obiettivo di crescita culturale e umana per il futuro?

Il cambiamento di pensiero e di stili di consumo che stiamo osservando in questi anni, ci sta portando -in tutti gli ambiti- verso un futuro di sostenibilità, di vita cittadina progettata per essere davvero a misura d’uomo, di donna e di bambino. Si moltiplicano le realtà delle Smart cities, le cosiddette città intelligenti, dove tutto è rivisto e ripensato in chiave funzionale ecologica. E dove la tecnologia si inchina all’Ambiente, ai bisogni e ai tempi umani naturali, e non il contrario.

Molto bello ed entusiasmante. Speriamo che tale processo, già avviato da tempo ma ancora in fase iniziale, giunga a piena maturazione, per allargare le soglie del benessere per il maggior numero possibile di persone.

Sentiamo tutti che la cultura intorno a noi sta mutando, c’è una spinta concreta alla consapevolezza che porta inevitabilmente al cambiamento dei vecchi modelli di consumo e di stile di vita che ormai non rispondono più al sentire comune, al desiderio di miglioramento della propria condizione.

Non c’è nulla di più affascinante del poter assistere al cambiamento epocale di un modello culturale che è stato dominante per tanto tempo e che, piano piano, si sgretola di fronte all’emergere di altri modelli o sistemi di valori, che magari sono stati fino a ieri “alternativi”. Il continuo mutamento delle culture e del pensiero, l’alternanza tra posizioni dominanti e subalterne, porta infatti allo scatto successivo, al miglioramento, all’Evoluzione.

Alcuni valori di sostenibilità, come la condivisione, la cura della Salute e del Benessere in chiave conservativa e preventiva, l’integrazione tra Natura e tecnologia, il VIVERE MEGLIO TUTTI, in poche parole, oggi diventano un’ispirazione e sono fondanti per molte persone. Talvolta anche inconsapevolmente. Filtrano e prendono naturalmente il posto di altri schemi di pensiero e di azione diventati desueti. E lo fanno semplicemente perché funzionano meglio, restituiscono soddisfazione,  rendono più felici.

Il meccanismo ormai si è messo in moto e la SOSTENIBILITÁ non è più solo una parola o un insieme di concetti astratti, appannaggio di pochi eletti o fortunati, ma parla a tutti trasversalmente e si applica a tutti gli ambiti della nostra vita.

Certo, c’è sempre ancora molto da fare per radicare la cultura della sostenibilità in ogni ambito, per renderla parte concreta e automatica della nostra vita da cittadini, ma concetti come riciclo, riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento, auto-produzione, decrescita, alimentazione naturale, consumo etico, consapevole e non crudele, non sono più solo etichette di una moda passeggera, ma una reale pratica quotidiana per un numero sempre crescente di persone, di ogni generazione.

Ma quanto tale cambiamento di valori corrisponde anche a un cambiamento REALE di pensiero per migliorare una cosa immateriale quanto cruciale ai fini del vero scatto evolutivo verso la piena vita sostenibile, come le relazioni e la comunicazione umana?

Appresa la lezione dell’eco-sostenibilità, siamo in grado di applicare l’impronta di tali concetti generali anche ai rapporti con le persone della nostra vita?

Quanto la nostra comunicazione, la conoscenza reale di noi stessi, la ricerca e il miglioramento di sé, la voglia di cambiare certi schemi comunicativi e comportamentali che portano sofferenza e incomprensione nei rapporti personali e sociali, il saper condurre una vita di relazione “sana” con l’altro, è davvero improntata sul modello ecologico?

E’ un tema che ci fa riflettere e ci appassiona molto. Forse una delle vere sfide umane del futuro.

 

Andrea Poggio “Le città sostenibili”
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=18&cad=rja&uact=8&ved=0CEUQFjAHOApqFQoTCJO_gfe0j8gCFWV8cgod3-sIbg&url=http%3A%2F%2Fmagazine.larchitetto.it%2Faprile-2013%2Fgli-argomenti%2Fattualita%2Fcittadini-intelligenti-per-citta-sostenibili.html&usg=AFQjCNGgi7I2zicHaYTU_j2SgrOJ8UxDyg

5 idee di vacanze alternative per imparare, esplorare, fare sport, aiutare, conoscere altre culture e proteggere la Natura

 

Non so voi, ma io sono sempre alla ricerca di idee nuove per viaggiare.

Le vacanze per me sono soprattutto esperienza, occasione per imparare cose nuove e per allargare le vedute. Per questo l’etichetta canonica di “turista” comincia a starmi stretta, anzi non mi piace granché.

Quando penso alla vacanza ideale la mia mente inizia a ragionare per immagini.

Paesaggi naturali mozzafiato, città nuove da scoprire, architettura antica e contemporanea, avventura, cibi e gusti nuovi, lingue diverse da parlare e ascoltare, da imparare o migliorare, esperienze inconsuete, sostenibilità ambientale, spesa low budget (ma senza troppe rinunce), relax e tempi lenti per ricaricarsi, persone nuove da conoscere, spirito dei luoghi, cose da imparare, meraviglia, energia, stupore, sorrisi, divertimento.

Questo ispira e guida l’organizzazione delle mie vacanze.

Se la pensate come me, forse potrete trarre spunti interessanti da queste 5 idee di vacanze alternative.

L’estate è da poco iniziata e siete ancora in tempo per progettare su misura la vostra vacanza ideale. Vi assicuro che metterete da parte il patrimonio più prezioso del mondo, quello dei ricchi veri, cioè l’esperienza condivisa con chi amate o chi incontrerete.

Saranno i vostri migliori ricordi indimenticabili, quelli che porterete per sempre con voi e che vi faranno viaggiare anche quando sarete ritornati.

 

IN BICI O CON ALTRI MEZZI POCO CONSUETI

viaggio_in_bici

Le due ruote sono la vostra naturale estensione e non volete mettere la bici da parte nemmeno per le ferie? Si può fare. Date uno sguardo a queste proposte, ce n’é per tutti i gusti e per tutti i livelli di allenamento.

http://www.adagio.it/

http://www.pandatrek.it/

http://www.dueruotenelvento.com/

http://www.albergabici.it/

http://www.italybikehotels.it/home?_ga=1.137304368.1698484713.1435570873

http://www.jonas.it/vacanze_in_bicicletta_287.html

 

VOLONTARIATO, FORMAZIONE, LAVORO E AMBIENTE

Si può viaggiare e anche lavorare. E per lavoro, intendo impegno per una causa.
Se volete dare il vostro contributo per qualcosa in cui credete, se volete fare un’esperienza concreta, se volete conoscere gente diversa per condividere un progetto comune.

Ecco qualche spunto.

http://www.informagiovanivaldera.it/page.php?id=224

http://www.projects-abroad.it/

http://www.lunaria.org/internazionale/volontariato-in-africa/

http://www.legambiente.it/legambiente/campi-di-volontariato

 

ARCHEOLOGIA E CULTURE ALTRE

Indiana Jones oggi forse si sarebbe affidato ad una di queste organizzazioni per programmare i suoi viaggi. L’archeologia è la vostra passione? Allora non potete perdervi l’occasione di far diventare la vostra vacanza una vera avventura nel passato, un tuffo nella cultura delle civiltà antiche.

Oltre a coltivare la visione romantica dell’Archeologia, scoprirete anche la fatica della scoperta che si nasconde dietro al mondo degli scavi, ma magari potrà diventare il vostro vero lavoro!

http://www.gruppiarcheologici.org/
http://www.nbts.it/

 

LINGUA

Oggi conoscere almeno due lingue straniere è un obbligo.

Per cogliere opportunità di lavoro, ma anche per una crescita personale. Imparare nuove lingue tiene infatti la mente allenata. E poi, dalla terza lingua in sù, tutto è più facile, dicono! 😉

Conciliare vacanza e studio delle lingue è quindi un classico dell’estate.

http://www.indirizzoinghilterra.it/famiglia.php

https://www.esl.it/it/

http://www.schoolandvacation.it/soggiorni-studio-per-adulti/in-cina/

 

LOW BUDGET E FAI DA TE

Non viaggio perché si spende troppo.
Viaggiare è costoso.
Non ho soldi per viaggiare.
Tutte storie. Si può viaggiare anche con piccoli budget.
Provare per credere.

http://www.visitdenmark.it/it/danimarca/vacanze-alternative-danimarca-chi-ha-poco-budget

http://www.vacanzefaidate.com/

https://www.vagabondo.net/it

5 esempi concreti di sostenibilità che cambia e migliora il mondo

 

1. CO-HOUSING PER ANZIANI E GIOVANI

 

I primi, gli anziani, sono tristi perché spesso restano soli, ma hanno un reddito fisso e sicuro. I secondi, i giovani, sono pieni di idee e di energie, ma hanno il conto in banca di Paperino. Due fasce sociali in sofferenza.

Se 1+1 fa due, avevamo davanti ai nostri occhi una possibile via d’uscita e non la vedevamo! Perché non condividere abitazioni, vivere quotidiano ed esperienze, mettendo insieme generazioni diverse che possono trarre benefici reciproci? Due problemi sommati insieme, fanno una soluzione!
Da qualche tempo, proprio per rispondere alle esigenze di giovani e anziani, sono partiti alcuni progetti di co-housing intergenerazionale. Che parolona, vero?
In realtà è l’uovo di Colombo, che risolve e semplifica due problemi cruciali della nostra società. La solitudine e le esigenze quotidiane degli anziani soli e l’incapienza dei giovani eternamente a “progetto”, che spesso non si possono permettere una sistemazione indipendente.

A Trento e a Roma sono nati i primi due progetti che promettono di creare nuove radici per la crescita di una rivoluzione culturale verso stili di vita economicamente sostenibili.  

Casa alla vela, a Trento, prevede la co-abitazione di 5 anziane e 6 studenti universitari, per conciliare esigenze diverse, nel rispetto delle individualità, dividendo le spese e condividendo gli spazi di una grande abitazione. I benefici sono immediati per tutti: gli anziani si sentono motivati e si rimettono in gioco -guadagnandoci anche in salute e in benessere psicologico- i giovani trovano la possibilità di essere indipendenti, oltre che utili, in un contesto residenziale di responsabilità e crescita umana personale.

Homefull di Roma, nasce invece per riempire le case troppo spesso sottoutilizzate degli anziani, dando la possibilità a giovani migranti di essere ospitati in un contesto familiare, offrendo in cambio partecipazione attiva alla vita sociale e alle problematiche quotidiane di chi li ospita.

Una nuova visione del modo di vivere futuro per risolvere problemi di emergenza sociale, unendo le forze già disponibili e creando nuovi valori.

(http://www.cooperativasad.it/casa-alla-vela

http://www.programmaintegra.it/wp/2015/01/homefull-al-via-il-progetto-di-co-housing-tra-giovani-migranti-ed-anziani/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/18/cohousing-condivisione-intergenerazionale-giovani-anziani-insieme/1585693/

 

2. UNA POSTAZIONE-BIKE NEI LUOGHI PUBBLICI PER RICARICARE GLI SMARTPHONES

we bike

Uno dei problemi ricorrenti di chi possiede lo smartphone è quello della tenuta della batteria e della ricerca di un posto dove effettuare una carica d’emergenza.
Schermi sempre più grandi e applicazioni fameliche sono una fonte di stress per chi sta molto tempo fuori casa e si ritrova almeno una volta al giorno con l’esigenza di ricaricare il telefono per non restare isolati dal (proprio) mondo.

WE BIKE è un’idea geniale che prende i classici due piccioni con una fava. Si tratta di una postazione fissa, dove pedalare per ricaricare la batteria del telefono, collocata laddove le persone si ritrovano ad aspettare per qualcosa, cioè in quegli ambienti dove in genere si resta a lungo senza fare nulla. L’aeroporto, per esempio, è una delle location perfette per utilizzare questa cyclette tecnologica che fa bruciare le calorie in eccesso e ci fa riappacificare con lo smartphone e le sue crescenti esigenze energetiche.

Voi la usereste?

http://ambientebio.it/we-bike-la-bici-che-permette-di-ricaricare-lo-smartphone-pedalando/

 

3. SUOLO PUBBLICO CHE ACCUMULA E RESTITUISCE ENERGIA PULITA PER LA CITTÁ

Magari potessimo raccogliere e riutilizzare l’energia che produciamo camminando…sai quanto risparmieremmo se ne potessimo imbrigliare anche solo una minima parte, per poi, magari, illuminare le città gratuitamente! Ma come, esiste già?!

Ebbene sì, il nome di questa idea diventata realtà è Pavegen e promette di fare quello che sembrava fino a poco tempo fa impossibile. Raccogliere l’energia cinetica, cioè del movimento, di tutte le persone che camminano per le strade, per trasformarla in energia elettrica disponibile e spendibile immediatamente.

YOU ARE THE POWER recita lo slogan di questa azienda innovativa. E le loro lastre a pavimento infatti, sono geniali! Utilizzate per la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012, si stanno diffondendo sempre più in tutto il mondo e assicurano un risparmio energetico consistente.

Dal sogno alla realtà!

http://www.rinnovabili.it/energia/efficienza-energetica/con-pavegen-produci-energia-con-un-passo381/

http://www.pavegen.com/home

 

4. NON TUTTI I FONT SONO UGUALI E SOPRATTUTTO, SOSTENIBILI

 

Quello che leggerete è davvero l’esempio pratico ed emblematico di cosa significhi per noi il concetto di vita sostenibile: piccoli cambiamenti intelligenti e consapevoli che, con un minimo sforzo, ci fanno risparmiare collettivamente grandi somme di denaro, riducendo l’impatto ambientale di alcune scelte quotidiane apparentemente insignificanti.

Se vi dicessi che la scelta oculata di un font piuttosto che un altro per stampare su carta, corrisponde a ottenere un risparmio tangibile, anziché uno spreco inutile?

Un ragazzo americano di 14 anni di origine indiana, Suvir, ha avuto il coraggio di dare al Presidente USA Obama, un semplice consiglio di “Economia”.
Ecco cosa dice il ragazzo: “Se i governi di Washington e degli stati federali stampassero tutti i documenti in «Garamond» al posto del carattere «Times New Roman», taglierebbero enormemente le spese per l’inchiostro. In soldoni: quasi 400 milioni di dollari, all’anno.”
Un consiglio semplice che noi accettiamo volentieri e che speriamo possa essere adottato da tutti, governi e cittadini, che si troveranno d’ora in poi a dover fare una stampa cartacea.

Il font Garamond, con i suoi tratti sottili, assicura infatti un risparmio consistente di inchiostro e quindi di denaro. Capito? Convertitevi anche voi al Garamond e riducete le spese per il costoso (e inquinante) inchiostro!

http://www.corriere.it/ambiente/14_marzo_30/consiglio-un-ragazzo-obama-cambiate-font-risparmiare-7dbd7b5e-b811-11e3-9fea-b6850cd5b15f.shtml

 

5. FREEMARKET, PUBBLICITÁ E CONDIVISIONE IN CAMBIO DI PRODOTTI GRATIS

 

Se non paghi nulla per un prodotto, il prodotto SEI TU. Ecco una delle regole del mercato 2.0, dove ciascuno di noi è posizionato e schedato senza nemmeno accorgersene.
Prendiamo Facebook, padre di tutti i social gratuiti, con il suo sviluppo e la successiva nascita di altri social network analoghi, ha rivoluzionato anche il mercato dei prodotti tradizionali, senza che neanche il consumatore se ne rendesse conto.

Se ne sono accorti invece in Danimarca. E, per cavalcare quest’onda, hanno creato un supermarket di prodotti gratuiti, FREEMARKET, dove i clienti, anzichè corrispondere i prezzo dei prodotti in banconote, pagheranno in modo diverso, cioè in pubblicità spontanea sui propri canali social. Perché i profili social di ciascuno di noi hanno un valore prezioso e un impatto economico quantificabile per tutte le Aziende.

Un’ottima occasione per noi di consumare senza scambio di denaro. Questi negozi infatti hanno abbandonato la moneta canonica, per gestire un’altra forma di pagamento:  la visibilità sui social per le aziende che mettono a disposizione dei clienti i propri prodotti e che in cambio chiedono pubblicità spontanea sulla Rete. Certo, sarebbe l’ideale se questi supermarket di nuova generazione diffondessero prodotti sani e magari locali.

Aspettiamo che questi nuovi market social nascano anche qui in Italia, sperando magari che siano finanziati e sostenuti da aziende che propongono prodotti green e sostenibili, cioè che si curano della nostra salute e di quella del Pianeta.

http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/03/foto/danimarca_il_supermercato_gratuito_pubblicit_sui_social_in_cambio_della_spesa-94861358/1/#1

Rubrica “I Menu da Veg-Gourmet”, per scoprire gusti nuovi, ispirarsi e cambiare (forse) alimentazione

Dopo varie riflessioni, stanca di fingere diplomazia di fronte alle solite domande di chi considera vegetariani e vegani alla stregua di monaci devoti al culto del riso lesso, ovvero -secondo loro- esseri poco interessati alla pratica del cibo come puro godimento, (esempio di domanda ricorrente: “Ma quindi cosa mangi? Insalata, pasta al pomodoro e verdure grigliate?” Gulp. ), ho deciso di inaugurare una rubrica nuova: quella dei Menu da Veg-Gourmet.

L’intenzione è quella di creare uno spazio fisso nel blog dove invitare virtualmente tutti i coloro che hanno una veg-immaginazione limitata, così come tutti gli onnivori convinti, certi di detenere l’esclusiva del primato dei buongustai a tavola.

Vi professate amanti degli animali, tout court? Vi importa ridurre il vostro impatto sull’Ambiente, anche quando siete a tavola? Il vostro mantra recita “la salute è nel piatto”, frase che ripetete a mente ogni giorno, memori degli ultimi banchetti natalizi smaltiti a fatica dopo Carnevale? Girate con gli esami del sangue in borsa, per ricordare a voi stessi che le abbuffate di ‘una volta ogni tanto’, lasciano tracce a lungo termine?

Se avete risposto SI ad almeno due domande, siete stati selezionati per proseguire nella lettura e testare le vostre abilità creative in cucina, degustando un menu da Veg-Gourmet!

PROVATE E FATE PROVARE I MENU DA VEG-GOURMET!

I vantaggi sono tanti:

  • è un’occasione perfetta per misurarvi in ricette veg che non conoscevate o che non avete mai voluto provare
  • è un’occasione perfetta per avvicinarvi a uno stile di vita cruelty free, oltre che sano
  • è un’occasione perfetta per stupire amici e parenti, senza accrescerne l’ego del vostro già ipertrofico tasso di colesterolo
  • è un’occasione perfetta per provare a uscire dal loop della fettina panata o della verdura grigliata, abbandonando le solite abitudini alimentari e scoprendo che è facile farlo
  • è un’occasione perfetta per provare a voi stessi e ai vostri familiari che si può essere dei veri gourmet, cioè degli amanti del gusto e del buon cibo, rispettando la natura, la bilancia e la vita degli animali
  • Attirerete irrimediabilmente l’attenzione e la stima di un amico veg (o di qualcuno che volete conquistare), il quale invitato alla vostra tavola con questo menu, non vi guarderà più con gli stessi occhi.

Ecco allora una selezione di piatti Veg per le vostre papille da intenditori. Potrete testarli in occasione delle vostre cene di tutti i giorni, oppure collezionarli e ricordarvene quando preparerete ad hoc i menu delle feste o delle occasioni speciali con chi amate.

Sperimentate, gustate e gioite con leggerezza!

Life is short, let’s eat with love and good taste!
(La vita è breve, mangiamo con amore e buon gusto!)

 

Polpettine di ceci e sesamo

200 gr di ceci lessati
una carota
prezzemolo
aglio
succo di mezzo limone
olio evo
pangrattato e sesamo

Frullate i ceci lessi con la carota, l’aglio, il prezzemolo e il succo di limone.
Con l’impasto ottenuto, create delle palline omogenee per dimensione. Passatele nel pangrattato e nel sesamo (se celiaci, saltate il passaggio del pangrattato)
Friggete in olio evo e lasciate raffreddare.
Potete anche passare in forno, fino ad ottenere una leggera doratura.
Infilzate le palline croccanti con degli spiedini di legno e offrite accompagnando con insalata o con salse.

Foto: http://www.tuttogreen.it/un-giorno-da-veg-polpettine-di-ceci/

 

Strudel di orzo, castagne e fagioli

1 confezione di pasta sfoglia
1 cipolla, tritata finemente
3 spicchi d’aglio, tritato finemente
150 g noci a pezzetti
200 g di castagne secche a pezzetti
100 g di puré di castagne

60 g pangrattato
timo fresco o secco
4 cucchiai di Porto o di vino secco
1 cucchiaio di latte di avena o soia
Sale e pepe

200 g di fagioli borlotti lessi
150 g di orzo lessato
olio evo

Per creare un impasto consistente, miscelate i fagioli lessi con l’orzo, le castagne lesse a pezzetti e il puré di castagne. Aggiungete poi olio, pangrattato, cipolla, aglio, timo e noci tritate.  Regolate di sale e pepe, aggiungete il vino e aggiustate la consistenza, se servisse, con il latte vegetale.

Stendete la sfoglia e create delle listarelle di dimensioni uguali. Lavorate l’impasto per ottenere una sorta di polpettone dalla consistenza solida. Sovrapponete le listarelle di pasta sfoglia e passate in forno per 15 minuti in forno a 180 gradi.

 

Fantasia di cornetti salati farciti

I cornetti salati farciti sono una prelibatezza che piace sempre a tutti. Ecco una ricetta per preparare la pasta base e per cuocerli in casa. Alle farciture pensateci voi, li potete abbinare davvero a tutto facendo un figurone!

  • 300 grammi di farina a scelta tra 00 o 0
  • un cucchiaino scarso di sale
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito naturale istantaneo
  • 170 grammi di margarina fredda senza grassi idrogenati e olio di palma
  • 60 ml di latte di soia o avena
  • 120 ml di acqua fredda

In una ciotola unire alla farina lo zucchero, il lievito e il sale, poi incorporare la margarina fredda a tocchetti. Versare sulla farina il latte di soia o di avena e l’acqua e impastare con una spatola in silicone fino a ottenere un composto appiccicoso. Mettere a riposare l’impasto in frigo per tutta la notte e per un massimo di tre giorni.
Il giorno seguente togliete l’impasto dal frigo. Dovrà avere una consistenza spugnosa. Stendetelo su un piano infarinato ricavandone un grande rettangolo, approssimativamente dovrà avere dimensioni di 7×15. Ripiegate sia la parte superiore che quella inferiore del rettangolo verso il centro e sovrapponetele, ottenendo un rettangolo sovrapposto composto da 4 strati.

L’aspetto dovrà essere simile a quello di una copertina ripiegata su stessa. Sempre mantenendo l’impasto infarinato, ripetete i due punti precedenti, stendendo nuovamente l’impasto a formare un rettangolo e successivamente ripiegandolo. Coprite l’impasto con un canovaccio pulito e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.

Stendete l’impasto su un piano infarinato e ritagliate tanti triangoli con una rotella per pizza. Partendo dalla base arrotolate ciascun triangolo fino alla punta, adagiate i cornetti su una teglia ricoperta da carta forno e ricopriteli di pellicola.

Lasciate lievitare i cornetti per 2 o 3 ore fin quando non si saranno gonfiati a sufficienza.

Preriscaldate il forno a 180° C e cuocete i cornetti per 10-15 minuti, fin quando non saranno ben dorati.

Una volta ultimata la cottura, togliete i cornetti dal forno e lasciateli raffreddare per almeno un’ora prima di consumarli.

Per foto e ricetta: http://www.greenstyle.it/ornetti-vegani-la-ricetta-98570.html

 

Crostini con fantasia di Hummus colorati

L’hummus è una salsa meravigliosa a base di ceci. Molto nutriente, ma sicuramente anche sfiziosa e democratica: piace proprio a tutti, anche ai bambini!

Divertitevi a prepararne delle varianti colorate aggiungendo alla ricetta base, ingredienti che diano un tocco di colore diverso dal solito, come la barbabietola, gli spinaci o il basilico, la zucca o il paté di olive nere.

Ricetta base

Ceci lessati
succo di limone
aglio
salsa di sesamo (tahini)
sale e olio evo

Frullando gli ingredienti, otterrete una salsa densa e cremosa.
Aggiungete gli ingredienti per dare un tocco di colore diverso e decorate i vostri crostini.

Foto: http://www.vegolosi.it/ricette/hummus-di-barbabietola/

 

Torre con mousse di avocado e frutti rossi in cialda 

 

mousse di avocado alla frutta

 

L’avocado è un frutto versatile, vitalizzante e goloso.
Nella versione dolce è poco conosciuto. Provatelo e vedrete che non ne farete più a meno.

Avocado maturo (deve avere la consistenza del burro)
zucchero di canna o mascobado
vaniglia in stecca
frutti rossi a piacere
cialde del gelato
panna di soia (a piacere)

Frullate l’avocado maturo fino ad ottenere una crema molto corposa. Aggiungete lo zucchero e la vaniglia.
Componete la torre alternando strati di cialda, crema e frutti rossi. A piacere potere intervallare anche la panna montata di soia, aromatizzata alla vaniglia.

 

Truffle di avocado e farina di carrube

2 avocado maturi
nocciole
farina di carruba (oppure cacao in polvere)
zucchero di canna o mascobado, oppure succo d’agave

Tagliare a metà un avocado maturo, togliere il seme e scavare un pò per fare posto alla crema, togliere la buccia facendo attenzione a non rompere l’avocado, frullare l’altro avocado insieme a quello che è stato tolto dal primo con 4-5 cucchiaini di farina di carruba o con il cacao e zuccherare con abbondante succo d’agave o altro dolcificante a piacere.

Riempite con questa crema le due metà di avocado e richiudete. Tritate le nocciole con la polvere di carruba e impanare l’esterno dell’avocado, mettere in freezer anche per tutta la notte.
Una volta tolto dal freezer, tagliate e gustate!

Foto: http://lericettediele.blogspot.it/2012_05_01_archive.html