Sostenibilità in cucina? Ecco 4 idee che rivoluzioneranno il cuore della nostra casa

 

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La cucina. Forse l’ambiente più bello della casa.

Non a caso, quando due persone decidono di andare a vivere insieme, iniziano a fantasticare della loro vita futura immaginando come sarà questo luogo, come lo vorrebbero. E’ come se il progetto di una nuova vita in comune iniziasse a prendere forma idealmente prima dal cuore dell’abitazione, cioè dalla cucina, per poi completarsi poco a poco, in ogni altro ambiente della casa.

La cucina scandisce il ritmo di ogni famiglia, è il luogo dove si prepara e si conserva il cibo, è il luogo che riunisce le persone, che crea i momenti più intimi.

Siamo sempre tutti di corsa, ma poi, è in cucina che ci fermiamo (finalmente) e ci ritroviamo per condividere il tempo che resta della nostra giornata.

Per il caffé veloce di tutti i giorni o per la colazione completa della domenica, per il pasto quotidiano o per le ore passate a cucinare una cena da 8 portate per una festa: è sempre in cucina che si passa il tempo più piacevole, quello delle confidenze, dell’aggregazione, quello dedicato a chi si ama e al piacere del cibo.

Ma è anche il luogo dove produciamo quotidianamente la maggior parte dei nostri rifiuti, recuperabili e non, dove consumiamo l’energia e l’acqua necessaria a preparare i nostri pasti o a lavare le nostre stoviglie.

E’ il luogo che rispecchia il nostro interesse per l’Ambiente, che misura l’impatto che decidiamo (o tentiamo) di avere su di esso.

Per questo motivo, la sostenibilità in cucina è uno dei temi chiave per chi vuole ridisegnare lo stile di vita di una famiglia attenta ai consumi o votata al risparmio e alla riduzione degli sprechi.

Ecco 4 idee di cucina sostenibile del futuro che rivoluzioneranno l’ambiente cucina. Buoni spunti per trovare ispirazione.

 

  1. LA CUCINA “ETICA” CHE VIVE CON QUELLO CHE RECUPERIAMO

La “Cucina Etica” è un progetto basato sull’idea che nel prossimo futuro, un vita “etica” non è più solo uno stile di vita da scegliere, ma un modello al quale tutti dovranno adeguarsi. Perché la natura e i consumi sono strettamente collegati.

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La designer Aalexandra Sten Jorgensen ha progettato questa cucina sostenibile integrando in essa una pianta che vive dell’acqua riciclata e del concime proveniente da parte del compost prodotto con gli scarti alimentari. Questa cucina sostenibile è composta da un lavandino, una superficie di preparazione degli alimenti, un’area da compostaggio e il posto dove riciclare gli imballaggi. Il compost alimenta la pianta che cresce ed essa viene bagnata dalle acque grigie grazie a un meccanismo a goccia collegato al tubo di scarico. La vita della pianta si adatta quindi alla vita di chi prepara i cibi e vive del recupero dell’acqua consumata.

Foto: http://www.dezeen.com/2007/08/16/ethical-kitchen-by-alexandra-sten-jorgensen/

 

2. LA DISPENSA DOVE COLTIVARE FRUTTA E VERDURA

 

Smart Indoor Garden Grove 1

Smart Indoor Garden Grove 2

Il faut cultiver son jardin, diceva Candide.
E aveva ragione! Di questi tempi, è bene pensare di auto-produrre una parte del proprio consumo di frutta e verdura. Ecco una soluzione che aiuterebbe la crescita direttamente in cucina di alcuni tipi di verdura.

Un’idea interessante!

Foto
http://ecofriend.org/smart-indoor-garden-grove-can-let-you-grow-your-favorite-veggies-and-fruits-the-year-around/

 

3. UNA CUCINA PER VIVERE SENZA FRIGORIFERO (O CON UNO PICCOLO PICCOLO)?

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La designer indiana Nilay Shah propone invece l’eliminazione del frigorifero, possibile lavorando e cucinando solo cibi freschi.

La Cucina I Green, progettata con l’italiana Veneta Cucine, “può essere utilizzata al meglio per tagliare, essiccare, conservare, misurare e servire il cibo fresco al tempo stesso, fa uso di vassoi realizzati da legno riciclato e plastica biodegradabile.”

La designer si concentra sul concetto di eliminare ogni necessità di refrigerare gli alimenti, in modo che gli utenti siano tentati di acquistare solo ciò di cui hanno bisogno. Questa strategia non solo riduce il consumo di energia della cucina, ma riduce anche gli avanzi e quindi gli sprechi.

Chi riuscirebbe a gestire in questo modo la propria cucina e la propria alimentazione?

Foto: http://www.genitronsviluppo.com/2009/10/01/cucina-sostenibile-design-sostenibile/

 

4. LA CUCINA DEL FUTURO CHE PRODUCE ACQUA E SAPONE VEGETALE CON GLI SCARTI DI QUELLO CHE CUCINIAMO

 

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Sembra fantascienza ma è già stata progettata e può funzionare.

La cucina del futuro, in produzione tra almeno 10 anni, sarà una consolle in grado di generare acqua pulita e sapone vegetale per pulire le stoviglie grazie a particolari piante filtro collocate in cassetti speciali che gestiranno gli scarti di cottura degli alimenti.

Si chiama Aion ed è progettata da Antoine Lebrun.

http://www.genitronsviluppo.com/2008/02/08/cucinare-nel-futuro-aion-di-antoin-lebrun-come-avere-acqua-pulita-e-sapone-vegetale-da-quello-che-cuciniamo/

I cittadini del futuro: consumatori consapevoli sì, ma capaci di relazioni umane davvero sostenibili?

Risultati immagini per relazioni sostenibili

 

“Le metropoli del futuro saranno tanto più sostenibili e intelligenti quanto più saranno ricche e interessanti le relazioni che nella città si svilupperanno e quanto più saranno abitate da persone partecipi e aperte”

Scrive così Andrea Poggio nel suo libro dedicato alle Smart Cities del futuro, “Le città sostenibili”.

Persone partecipi e aperte. Persone consapevoli che sapranno costruire relazioni ricche e interessanti. Le relazioni in questione non sono solo connessioni che fanno funzionare meglio il nuovo sistema in sviluppo, ma vere e proprie relazioni umane “sane” e quindi “ecologiche”.

Saremo capaci di confrontarci anche con questo obiettivo di crescita culturale e umana per il futuro?

Il cambiamento di pensiero e di stili di consumo che stiamo osservando in questi anni, ci sta portando -in tutti gli ambiti- verso un futuro di sostenibilità, di vita cittadina progettata per essere davvero a misura d’uomo, di donna e di bambino. Si moltiplicano le realtà delle Smart cities, le cosiddette città intelligenti, dove tutto è rivisto e ripensato in chiave funzionale ecologica. E dove la tecnologia si inchina all’Ambiente, ai bisogni e ai tempi umani naturali, e non il contrario.

Molto bello ed entusiasmante. Speriamo che tale processo, già avviato da tempo ma ancora in fase iniziale, giunga a piena maturazione, per allargare le soglie del benessere per il maggior numero possibile di persone.

Sentiamo tutti che la cultura intorno a noi sta mutando, c’è una spinta concreta alla consapevolezza che porta inevitabilmente al cambiamento dei vecchi modelli di consumo e di stile di vita che ormai non rispondono più al sentire comune, al desiderio di miglioramento della propria condizione.

Non c’è nulla di più affascinante del poter assistere al cambiamento epocale di un modello culturale che è stato dominante per tanto tempo e che, piano piano, si sgretola di fronte all’emergere di altri modelli o sistemi di valori, che magari sono stati fino a ieri “alternativi”. Il continuo mutamento delle culture e del pensiero, l’alternanza tra posizioni dominanti e subalterne, porta infatti allo scatto successivo, al miglioramento, all’Evoluzione.

Alcuni valori di sostenibilità, come la condivisione, la cura della Salute e del Benessere in chiave conservativa e preventiva, l’integrazione tra Natura e tecnologia, il VIVERE MEGLIO TUTTI, in poche parole, oggi diventano un’ispirazione e sono fondanti per molte persone. Talvolta anche inconsapevolmente. Filtrano e prendono naturalmente il posto di altri schemi di pensiero e di azione diventati desueti. E lo fanno semplicemente perché funzionano meglio, restituiscono soddisfazione,  rendono più felici.

Il meccanismo ormai si è messo in moto e la SOSTENIBILITÁ non è più solo una parola o un insieme di concetti astratti, appannaggio di pochi eletti o fortunati, ma parla a tutti trasversalmente e si applica a tutti gli ambiti della nostra vita.

Certo, c’è sempre ancora molto da fare per radicare la cultura della sostenibilità in ogni ambito, per renderla parte concreta e automatica della nostra vita da cittadini, ma concetti come riciclo, riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento, auto-produzione, decrescita, alimentazione naturale, consumo etico, consapevole e non crudele, non sono più solo etichette di una moda passeggera, ma una reale pratica quotidiana per un numero sempre crescente di persone, di ogni generazione.

Ma quanto tale cambiamento di valori corrisponde anche a un cambiamento REALE di pensiero per migliorare una cosa immateriale quanto cruciale ai fini del vero scatto evolutivo verso la piena vita sostenibile, come le relazioni e la comunicazione umana?

Appresa la lezione dell’eco-sostenibilità, siamo in grado di applicare l’impronta di tali concetti generali anche ai rapporti con le persone della nostra vita?

Quanto la nostra comunicazione, la conoscenza reale di noi stessi, la ricerca e il miglioramento di sé, la voglia di cambiare certi schemi comunicativi e comportamentali che portano sofferenza e incomprensione nei rapporti personali e sociali, il saper condurre una vita di relazione “sana” con l’altro, è davvero improntata sul modello ecologico?

E’ un tema che ci fa riflettere e ci appassiona molto. Forse una delle vere sfide umane del futuro.

 

Andrea Poggio “Le città sostenibili”
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=18&cad=rja&uact=8&ved=0CEUQFjAHOApqFQoTCJO_gfe0j8gCFWV8cgod3-sIbg&url=http%3A%2F%2Fmagazine.larchitetto.it%2Faprile-2013%2Fgli-argomenti%2Fattualita%2Fcittadini-intelligenti-per-citta-sostenibili.html&usg=AFQjCNGgi7I2zicHaYTU_j2SgrOJ8UxDyg

5 idee di vacanze alternative per imparare, esplorare, fare sport, aiutare, conoscere altre culture e proteggere la Natura

 

Non so voi, ma io sono sempre alla ricerca di idee nuove per viaggiare.

Le vacanze per me sono soprattutto esperienza, occasione per imparare cose nuove e per allargare le vedute. Per questo l’etichetta canonica di “turista” comincia a starmi stretta, anzi non mi piace granché.

Quando penso alla vacanza ideale la mia mente inizia a ragionare per immagini.

Paesaggi naturali mozzafiato, città nuove da scoprire, architettura antica e contemporanea, avventura, cibi e gusti nuovi, lingue diverse da parlare e ascoltare, da imparare o migliorare, esperienze inconsuete, sostenibilità ambientale, spesa low budget (ma senza troppe rinunce), relax e tempi lenti per ricaricarsi, persone nuove da conoscere, spirito dei luoghi, cose da imparare, meraviglia, energia, stupore, sorrisi, divertimento.

Questo ispira e guida l’organizzazione delle mie vacanze.

Se la pensate come me, forse potrete trarre spunti interessanti da queste 5 idee di vacanze alternative.

L’estate è da poco iniziata e siete ancora in tempo per progettare su misura la vostra vacanza ideale. Vi assicuro che metterete da parte il patrimonio più prezioso del mondo, quello dei ricchi veri, cioè l’esperienza condivisa con chi amate o chi incontrerete.

Saranno i vostri migliori ricordi indimenticabili, quelli che porterete per sempre con voi e che vi faranno viaggiare anche quando sarete ritornati.

 

IN BICI O CON ALTRI MEZZI POCO CONSUETI

viaggio_in_bici

Le due ruote sono la vostra naturale estensione e non volete mettere la bici da parte nemmeno per le ferie? Si può fare. Date uno sguardo a queste proposte, ce n’é per tutti i gusti e per tutti i livelli di allenamento.

http://www.adagio.it/

http://www.pandatrek.it/

http://www.dueruotenelvento.com/

http://www.albergabici.it/

http://www.italybikehotels.it/home?_ga=1.137304368.1698484713.1435570873

http://www.jonas.it/vacanze_in_bicicletta_287.html

 

VOLONTARIATO, FORMAZIONE, LAVORO E AMBIENTE

Si può viaggiare e anche lavorare. E per lavoro, intendo impegno per una causa.
Se volete dare il vostro contributo per qualcosa in cui credete, se volete fare un’esperienza concreta, se volete conoscere gente diversa per condividere un progetto comune.

Ecco qualche spunto.

http://www.informagiovanivaldera.it/page.php?id=224

http://www.projects-abroad.it/

http://www.lunaria.org/internazionale/volontariato-in-africa/

http://www.legambiente.it/legambiente/campi-di-volontariato

 

ARCHEOLOGIA E CULTURE ALTRE

Indiana Jones oggi forse si sarebbe affidato ad una di queste organizzazioni per programmare i suoi viaggi. L’archeologia è la vostra passione? Allora non potete perdervi l’occasione di far diventare la vostra vacanza una vera avventura nel passato, un tuffo nella cultura delle civiltà antiche.

Oltre a coltivare la visione romantica dell’Archeologia, scoprirete anche la fatica della scoperta che si nasconde dietro al mondo degli scavi, ma magari potrà diventare il vostro vero lavoro!

http://www.gruppiarcheologici.org/
http://www.nbts.it/

 

LINGUA

Oggi conoscere almeno due lingue straniere è un obbligo.

Per cogliere opportunità di lavoro, ma anche per una crescita personale. Imparare nuove lingue tiene infatti la mente allenata. E poi, dalla terza lingua in sù, tutto è più facile, dicono!😉

Conciliare vacanza e studio delle lingue è quindi un classico dell’estate.

http://www.indirizzoinghilterra.it/famiglia.php

https://www.esl.it/it/

http://www.schoolandvacation.it/soggiorni-studio-per-adulti/in-cina/

 

LOW BUDGET E FAI DA TE

Non viaggio perché si spende troppo.
Viaggiare è costoso.
Non ho soldi per viaggiare.
Tutte storie. Si può viaggiare anche con piccoli budget.
Provare per credere.

http://www.visitdenmark.it/it/danimarca/vacanze-alternative-danimarca-chi-ha-poco-budget

http://www.vacanzefaidate.com/

https://www.vagabondo.net/it

5 esempi concreti di sostenibilità che cambia e migliora il mondo

 

1. CO-HOUSING PER ANZIANI E GIOVANI

 

I primi, gli anziani, sono tristi perché spesso restano soli, ma hanno un reddito fisso e sicuro. I secondi, i giovani, sono pieni di idee e di energie, ma hanno il conto in banca di Paperino. Due fasce sociali in sofferenza.

Se 1+1 fa due, avevamo davanti ai nostri occhi una possibile via d’uscita e non la vedevamo! Perché non condividere abitazioni, vivere quotidiano ed esperienze, mettendo insieme generazioni diverse che possono trarre benefici reciproci? Due problemi sommati insieme, fanno una soluzione!
Da qualche tempo, proprio per rispondere alle esigenze di giovani e anziani, sono partiti alcuni progetti di co-housing intergenerazionale. Che parolona, vero?
In realtà è l’uovo di Colombo, che risolve e semplifica due problemi cruciali della nostra società. La solitudine e le esigenze quotidiane degli anziani soli e l’incapienza dei giovani eternamente a “progetto”, che spesso non si possono permettere una sistemazione indipendente.

A Trento e a Roma sono nati i primi due progetti che promettono di creare nuove radici per la crescita di una rivoluzione culturale verso stili di vita economicamente sostenibili.  

Casa alla vela, a Trento, prevede la co-abitazione di 5 anziane e 6 studenti universitari, per conciliare esigenze diverse, nel rispetto delle individualità, dividendo le spese e condividendo gli spazi di una grande abitazione. I benefici sono immediati per tutti: gli anziani si sentono motivati e si rimettono in gioco -guadagnandoci anche in salute e in benessere psicologico- i giovani trovano la possibilità di essere indipendenti, oltre che utili, in un contesto residenziale di responsabilità e crescita umana personale.

Homefull di Roma, nasce invece per riempire le case troppo spesso sottoutilizzate degli anziani, dando la possibilità a giovani migranti di essere ospitati in un contesto familiare, offrendo in cambio partecipazione attiva alla vita sociale e alle problematiche quotidiane di chi li ospita.

Una nuova visione del modo di vivere futuro per risolvere problemi di emergenza sociale, unendo le forze già disponibili e creando nuovi valori.

(http://www.cooperativasad.it/casa-alla-vela

http://www.programmaintegra.it/wp/2015/01/homefull-al-via-il-progetto-di-co-housing-tra-giovani-migranti-ed-anziani/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/18/cohousing-condivisione-intergenerazionale-giovani-anziani-insieme/1585693/

 

2. UNA POSTAZIONE-BIKE NEI LUOGHI PUBBLICI PER RICARICARE GLI SMARTPHONES

we bike

Uno dei problemi ricorrenti di chi possiede lo smartphone è quello della tenuta della batteria e della ricerca di un posto dove effettuare una carica d’emergenza.
Schermi sempre più grandi e applicazioni fameliche sono una fonte di stress per chi sta molto tempo fuori casa e si ritrova almeno una volta al giorno con l’esigenza di ricaricare il telefono per non restare isolati dal (proprio) mondo.

WE BIKE è un’idea geniale che prende i classici due piccioni con una fava. Si tratta di una postazione fissa, dove pedalare per ricaricare la batteria del telefono, collocata laddove le persone si ritrovano ad aspettare per qualcosa, cioè in quegli ambienti dove in genere si resta a lungo senza fare nulla. L’aeroporto, per esempio, è una delle location perfette per utilizzare questa cyclette tecnologica che fa bruciare le calorie in eccesso e ci fa riappacificare con lo smartphone e le sue crescenti esigenze energetiche.

Voi la usereste?

http://ambientebio.it/we-bike-la-bici-che-permette-di-ricaricare-lo-smartphone-pedalando/

 

3. SUOLO PUBBLICO CHE ACCUMULA E RESTITUISCE ENERGIA PULITA PER LA CITTÁ

Magari potessimo raccogliere e riutilizzare l’energia che produciamo camminando…sai quanto risparmieremmo se ne potessimo imbrigliare anche solo una minima parte, per poi, magari, illuminare le città gratuitamente! Ma come, esiste già?!

Ebbene sì, il nome di questa idea diventata realtà è Pavegen e promette di fare quello che sembrava fino a poco tempo fa impossibile. Raccogliere l’energia cinetica, cioè del movimento, di tutte le persone che camminano per le strade, per trasformarla in energia elettrica disponibile e spendibile immediatamente.

YOU ARE THE POWER recita lo slogan di questa azienda innovativa. E le loro lastre a pavimento infatti, sono geniali! Utilizzate per la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012, si stanno diffondendo sempre più in tutto il mondo e assicurano un risparmio energetico consistente.

Dal sogno alla realtà!

http://www.rinnovabili.it/energia/efficienza-energetica/con-pavegen-produci-energia-con-un-passo381/

http://www.pavegen.com/home

 

4. NON TUTTI I FONT SONO UGUALI E SOPRATTUTTO, SOSTENIBILI

 

Quello che leggerete è davvero l’esempio pratico ed emblematico di cosa significhi per noi il concetto di vita sostenibile: piccoli cambiamenti intelligenti e consapevoli che, con un minimo sforzo, ci fanno risparmiare collettivamente grandi somme di denaro, riducendo l’impatto ambientale di alcune scelte quotidiane apparentemente insignificanti.

Se vi dicessi che la scelta oculata di un font piuttosto che un altro per stampare su carta, corrisponde a ottenere un risparmio tangibile, anziché uno spreco inutile?

Un ragazzo americano di 14 anni di origine indiana, Suvir, ha avuto il coraggio di dare al Presidente USA Obama, un semplice consiglio di “Economia”.
Ecco cosa dice il ragazzo: “Se i governi di Washington e degli stati federali stampassero tutti i documenti in «Garamond» al posto del carattere «Times New Roman», taglierebbero enormemente le spese per l’inchiostro. In soldoni: quasi 400 milioni di dollari, all’anno.”
Un consiglio semplice che noi accettiamo volentieri e che speriamo possa essere adottato da tutti, governi e cittadini, che si troveranno d’ora in poi a dover fare una stampa cartacea.

Il font Garamond, con i suoi tratti sottili, assicura infatti un risparmio consistente di inchiostro e quindi di denaro. Capito? Convertitevi anche voi al Garamond e riducete le spese per il costoso (e inquinante) inchiostro!

http://www.corriere.it/ambiente/14_marzo_30/consiglio-un-ragazzo-obama-cambiate-font-risparmiare-7dbd7b5e-b811-11e3-9fea-b6850cd5b15f.shtml

 

5. FREEMARKET, PUBBLICITÁ E CONDIVISIONE IN CAMBIO DI PRODOTTI GRATIS

 

Se non paghi nulla per un prodotto, il prodotto SEI TU. Ecco una delle regole del mercato 2.0, dove ciascuno di noi è posizionato e schedato senza nemmeno accorgersene.
Prendiamo Facebook, padre di tutti i social gratuiti, con il suo sviluppo e la successiva nascita di altri social network analoghi, ha rivoluzionato anche il mercato dei prodotti tradizionali, senza che neanche il consumatore se ne rendesse conto.

Se ne sono accorti invece in Danimarca. E, per cavalcare quest’onda, hanno creato un supermarket di prodotti gratuiti, FREEMARKET, dove i clienti, anzichè corrispondere i prezzo dei prodotti in banconote, pagheranno in modo diverso, cioè in pubblicità spontanea sui propri canali social. Perché i profili social di ciascuno di noi hanno un valore prezioso e un impatto economico quantificabile per tutte le Aziende.

Un’ottima occasione per noi di consumare senza scambio di denaro. Questi negozi infatti hanno abbandonato la moneta canonica, per gestire un’altra forma di pagamento:  la visibilità sui social per le aziende che mettono a disposizione dei clienti i propri prodotti e che in cambio chiedono pubblicità spontanea sulla Rete. Certo, sarebbe l’ideale se questi supermarket di nuova generazione diffondessero prodotti sani e magari locali.

Aspettiamo che questi nuovi market social nascano anche qui in Italia, sperando magari che siano finanziati e sostenuti da aziende che propongono prodotti green e sostenibili, cioè che si curano della nostra salute e di quella del Pianeta.

http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/03/foto/danimarca_il_supermercato_gratuito_pubblicit_sui_social_in_cambio_della_spesa-94861358/1/#1

Rubrica “I Menu da Veg-Gourmet”, per scoprire gusti nuovi, ispirarsi e cambiare (forse) alimentazione

Dopo varie riflessioni, stanca di fingere diplomazia di fronte alle solite domande di chi considera vegetariani e vegani alla stregua di monaci devoti al culto del riso lesso, ovvero -secondo loro- esseri poco interessati alla pratica del cibo come puro godimento, (esempio di domanda ricorrente: “Ma quindi cosa mangi? Insalata, pasta al pomodoro e verdure grigliate?” Gulp. ), ho deciso di inaugurare una rubrica nuova: quella dei Menu da Veg-Gourmet.

L’intenzione è quella di creare uno spazio fisso nel blog dove invitare virtualmente tutti i coloro che hanno una veg-immaginazione limitata, così come tutti gli onnivori convinti, certi di detenere l’esclusiva del primato dei buongustai a tavola.

Vi professate amanti degli animali, tout court? Vi importa ridurre il vostro impatto sull’Ambiente, anche quando siete a tavola? Il vostro mantra recita “la salute è nel piatto”, frase che ripetete a mente ogni giorno, memori degli ultimi banchetti natalizi smaltiti a fatica dopo Carnevale? Girate con gli esami del sangue in borsa, per ricordare a voi stessi che le abbuffate di ‘una volta ogni tanto’, lasciano tracce a lungo termine?

Se avete risposto SI ad almeno due domande, siete stati selezionati per proseguire nella lettura e testare le vostre abilità creative in cucina, degustando un menu da Veg-Gourmet!

PROVATE E FATE PROVARE I MENU DA VEG-GOURMET!

I vantaggi sono tanti:

  • è un’occasione perfetta per misurarvi in ricette veg che non conoscevate o che non avete mai voluto provare
  • è un’occasione perfetta per avvicinarvi a uno stile di vita cruelty free, oltre che sano
  • è un’occasione perfetta per stupire amici e parenti, senza accrescerne l’ego del vostro già ipertrofico tasso di colesterolo
  • è un’occasione perfetta per provare a uscire dal loop della fettina panata o della verdura grigliata, abbandonando le solite abitudini alimentari e scoprendo che è facile farlo
  • è un’occasione perfetta per provare a voi stessi e ai vostri familiari che si può essere dei veri gourmet, cioè degli amanti del gusto e del buon cibo, rispettando la natura, la bilancia e la vita degli animali
  • Attirerete irrimediabilmente l’attenzione e la stima di un amico veg (o di qualcuno che volete conquistare), il quale invitato alla vostra tavola con questo menu, non vi guarderà più con gli stessi occhi.

Ecco allora una selezione di piatti Veg per le vostre papille da intenditori. Potrete testarli in occasione delle vostre cene di tutti i giorni, oppure collezionarli e ricordarvene quando preparerete ad hoc i menu delle feste o delle occasioni speciali con chi amate.

Sperimentate, gustate e gioite con leggerezza!

Life is short, let’s eat with love and good taste!
(La vita è breve, mangiamo con amore e buon gusto!)

 

Polpettine di ceci e sesamo

200 gr di ceci lessati
una carota
prezzemolo
aglio
succo di mezzo limone
olio evo
pangrattato e sesamo

Frullate i ceci lessi con la carota, l’aglio, il prezzemolo e il succo di limone.
Con l’impasto ottenuto, create delle palline omogenee per dimensione. Passatele nel pangrattato e nel sesamo (se celiaci, saltate il passaggio del pangrattato)
Friggete in olio evo e lasciate raffreddare.
Potete anche passare in forno, fino ad ottenere una leggera doratura.
Infilzate le palline croccanti con degli spiedini di legno e offrite accompagnando con insalata o con salse.

Foto: http://www.tuttogreen.it/un-giorno-da-veg-polpettine-di-ceci/

 

Strudel di orzo, castagne e fagioli

1 confezione di pasta sfoglia
1 cipolla, tritata finemente
3 spicchi d’aglio, tritato finemente
150 g noci a pezzetti
200 g di castagne secche a pezzetti
100 g di puré di castagne

60 g pangrattato
timo fresco o secco
4 cucchiai di Porto o di vino secco
1 cucchiaio di latte di avena o soia
Sale e pepe

200 g di fagioli borlotti lessi
150 g di orzo lessato
olio evo

Per creare un impasto consistente, miscelate i fagioli lessi con l’orzo, le castagne lesse a pezzetti e il puré di castagne. Aggiungete poi olio, pangrattato, cipolla, aglio, timo e noci tritate.  Regolate di sale e pepe, aggiungete il vino e aggiustate la consistenza, se servisse, con il latte vegetale.

Stendete la sfoglia e create delle listarelle di dimensioni uguali. Lavorate l’impasto per ottenere una sorta di polpettone dalla consistenza solida. Sovrapponete le listarelle di pasta sfoglia e passate in forno per 15 minuti in forno a 180 gradi.

 

Fantasia di cornetti salati farciti

I cornetti salati farciti sono una prelibatezza che piace sempre a tutti. Ecco una ricetta per preparare la pasta base e per cuocerli in casa. Alle farciture pensateci voi, li potete abbinare davvero a tutto facendo un figurone!

  • 300 grammi di farina a scelta tra 00 o 0
  • un cucchiaino scarso di sale
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito naturale istantaneo
  • 170 grammi di margarina fredda senza grassi idrogenati e olio di palma
  • 60 ml di latte di soia o avena
  • 120 ml di acqua fredda

In una ciotola unire alla farina lo zucchero, il lievito e il sale, poi incorporare la margarina fredda a tocchetti. Versare sulla farina il latte di soia o di avena e l’acqua e impastare con una spatola in silicone fino a ottenere un composto appiccicoso. Mettere a riposare l’impasto in frigo per tutta la notte e per un massimo di tre giorni.
Il giorno seguente togliete l’impasto dal frigo. Dovrà avere una consistenza spugnosa. Stendetelo su un piano infarinato ricavandone un grande rettangolo, approssimativamente dovrà avere dimensioni di 7×15. Ripiegate sia la parte superiore che quella inferiore del rettangolo verso il centro e sovrapponetele, ottenendo un rettangolo sovrapposto composto da 4 strati.

L’aspetto dovrà essere simile a quello di una copertina ripiegata su stessa. Sempre mantenendo l’impasto infarinato, ripetete i due punti precedenti, stendendo nuovamente l’impasto a formare un rettangolo e successivamente ripiegandolo. Coprite l’impasto con un canovaccio pulito e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.

Stendete l’impasto su un piano infarinato e ritagliate tanti triangoli con una rotella per pizza. Partendo dalla base arrotolate ciascun triangolo fino alla punta, adagiate i cornetti su una teglia ricoperta da carta forno e ricopriteli di pellicola.

Lasciate lievitare i cornetti per 2 o 3 ore fin quando non si saranno gonfiati a sufficienza.

Preriscaldate il forno a 180° C e cuocete i cornetti per 10-15 minuti, fin quando non saranno ben dorati.

Una volta ultimata la cottura, togliete i cornetti dal forno e lasciateli raffreddare per almeno un’ora prima di consumarli.

Per foto e ricetta: http://www.greenstyle.it/ornetti-vegani-la-ricetta-98570.html

 

Crostini con fantasia di Hummus colorati

L’hummus è una salsa meravigliosa a base di ceci. Molto nutriente, ma sicuramente anche sfiziosa e democratica: piace proprio a tutti, anche ai bambini!

Divertitevi a prepararne delle varianti colorate aggiungendo alla ricetta base, ingredienti che diano un tocco di colore diverso dal solito, come la barbabietola, gli spinaci o il basilico, la zucca o il paté di olive nere.

Ricetta base

Ceci lessati
succo di limone
aglio
salsa di sesamo (tahini)
sale e olio evo

Frullando gli ingredienti, otterrete una salsa densa e cremosa.
Aggiungete gli ingredienti per dare un tocco di colore diverso e decorate i vostri crostini.

Foto: http://www.vegolosi.it/ricette/hummus-di-barbabietola/

 

Torre con mousse di avocado e frutti rossi in cialda 

 

mousse di avocado alla frutta

 

L’avocado è un frutto versatile, vitalizzante e goloso.
Nella versione dolce è poco conosciuto. Provatelo e vedrete che non ne farete più a meno.

Avocado maturo (deve avere la consistenza del burro)
zucchero di canna o mascobado
vaniglia in stecca
frutti rossi a piacere
cialde del gelato
panna di soia (a piacere)

Frullate l’avocado maturo fino ad ottenere una crema molto corposa. Aggiungete lo zucchero e la vaniglia.
Componete la torre alternando strati di cialda, crema e frutti rossi. A piacere potere intervallare anche la panna montata di soia, aromatizzata alla vaniglia.

 

Truffle di avocado e farina di carrube

2 avocado maturi
nocciole
farina di carruba (oppure cacao in polvere)
zucchero di canna o mascobado, oppure succo d’agave

Tagliare a metà un avocado maturo, togliere il seme e scavare un pò per fare posto alla crema, togliere la buccia facendo attenzione a non rompere l’avocado, frullare l’altro avocado insieme a quello che è stato tolto dal primo con 4-5 cucchiaini di farina di carruba o con il cacao e zuccherare con abbondante succo d’agave o altro dolcificante a piacere.

Riempite con questa crema le due metà di avocado e richiudete. Tritate le nocciole con la polvere di carruba e impanare l’esterno dell’avocado, mettere in freezer anche per tutta la notte.
Una volta tolto dal freezer, tagliate e gustate!

Foto: http://lericettediele.blogspot.it/2012_05_01_archive.html

Idee originali per trasformare gli oggetti che buttereste via in qualcosa di utile (e divertente)

Avete deciso di liberarvi di quei mille oggetti che affollano la vostra casa e che sembrano essere ormai del tutto inutili? Bene, fare ordine è sempre una cosa positiva. Però, prima di gettare tutto in discarica, aspettate un momento! Alcuni di essi, possono meritare ancora un’ultima chance!

Potrebbero essere insospettabilmente utili e trasformabili, ma soprattutto grazie a loro potreste risolvere alcuni di quei piccoli grandi problemi che vi infastidiscono ogni giorno e che sembrano non aver facile soluzione.

Per esempio, non sapete dove appendere le vostre collane di bigiotteria che inevitabilmente si attorcigliano stando tutte insieme nel cassetto? Oppure, vorreste usare il vostro smartphone in cucina per ascoltare musica o per consultare una ricetta, ma non sapete come collocarlo al sicuro in verticale? Ma ancora, vorreste dare un senso ai cocci del vostro vecchio vaso di porcellana (rotto) non recuperabile, che non avete il coraggio di buttar via?

Eccovi alcuni progetti di UPCYCLE, cioè di trasformazione intelligente di vecchi oggetti inutilizzati, che potranno ispirarvi.

Con sforzo variabile, ma soprattutto a COSTO ZERO, realizzerete nuovi oggetti UTILI da mostrare con orgoglio ad amici e parenti. E quei piccoli problemi fastidiosi del quotidiano, saranno finalmente risolti!

Buon lavoro amici.

 

Altoid Case Speakers

 

racchette

 

Wine Corks, cute idea, but people might think I

 

upcycling ideas 22 The UPCYCLING craze (24 photos)

 

 

 

 

 

Tea containers to plant herbs for the windowsill in the kitchen.

 

What a unique gift idea! There a so many great upcycling ideas you can gift and reuse, but this upcycled Jack Daniels bottle transformation to novelty soap dispenser is is truely a genesis idea for gift giving. I have seen similar soap dispensers listed i

 

 

2011_10_14.jpg

 

 

 

 

 

 

 

http://sustainablog.org/2012/01/10-upcycling-ideas/

http://www.apartmenttherapy.com/100-amazing-upcycling-ideas-an-158423

http://www.liveeco.co.za/2012/08/31/upcycling-pinspiration/

http://theberry.com/2012/12/04/the-upcycling-craze-24-photos/upcycling-ideas-22/

http://upcycleus.blogspot.it/2012_01_01_archive.html

http://www.redship.com/upcycle-turn-trash-treasures/diy-vacation-home-5-upcycling-crafts-01/

http://www.theartofupcycling.com/2013/07/upcycling-furniture-ideas-for-your.html

http://www.lilblueboo.com/2011/07/upcycling-broken-china.html

http://cpagreatoutdoors.com/2014/05/gardening-fun/

http://www.grahamandgreen.co.uk/jeeves-wooster-s-pendant-lights-2

http://www.lafigurina.com/2013/07/riciclo-creativo-delle-racchette-da-tennis/

http://www.nonsprecare.it/riciclo-creativo-ombrelli-vecchi-rotti

Comunicare la sostenibilità 3.0: gli errori che le aziende devono evitare per non bruciare credibilità e immagine

 

Un tempo fu l’Era della Green Communication ad ogni costo, per moda o per opportunità. Molte aziende si definivano “green” con leggerezza, sbandierando una responsabilità fittizia verso Ambiente e consumatori, fino al momento in cui si constatava solo una ricerca di facili vantaggi, anziché un reale intento da mantenere con impegno e coerenza. E così, si faceva comunicazione ‘pseudo-sostenibile’ con lo stesso piglio di chi costruisce a tavolino una campagna pubblicitaria patinata ma fasulla: solo per cavalcare l’onda della moda del momento, per gonfiare una bolla di sapone tanto grande e lucida da invadere tutti i mezzi di comunicazione e rubare la scena ai concorrenti. Il solo obiettivo era ovviamente quello di acquisire quote di mercato presso il crescente quanto appetibile target dei consumatori consapevoli. La vocazione green era solo solo uno stratagemma senza sostanza.

Un errore imperdonabile e grossolano. Primo perché, persino in pubblicità, se si sceglie la via della pura menzogna e dell’artificio solo per attirare facile attenzione -senza un corrispettivo nella realtà, in termini di prodotto o di politiche aziendali- si rischia di fare il botto sì, ma solo per via del rumore momentaneo….scomparendo poi rapidamente dalla scena, senza lasciare traccia rilevante. Secondo perché si rischia di farsi ricordare per sempre con un messaggio potente, ma assolutamente superficiale e inconsistente, ottenendo solo effetti negativi e controproducenti poco controllabili. Terzo, perché ormai l’onda della green communication si è stabilizzata, non è più un fenomeno di tendenza emergente, non si può più cavalcare con opportunismo, ma si deve alimentare e abbracciare con una scelta d’impegno concreto, sostenuta da una strategia aziendale che deve essere il riflesso di una serie di azioni coerenti e concertate declinate a 360 gradi, in ogni settore della propria attività. Dire e fare sostenibilità ormai coincidono completamente.

Per questo oggi, le aziende sono entrate nella cosiddetta Era 3.0 della Comunicazione Sostenibile. Era nella quale i consumatori sono attivi ed esperti perché sono parte integrante di un mondo nel quale non sono solo destinatari passivi di informazione, ma la creano a più livelli e possono disporre di canali orizzontali di comunicazione, dove tutto e tutti sono più raggiungibili e dove la parola del singolo su un social network può davvero far vacillare o accrescere la reputazione di un’Azienda o di un Brand.

L’era 3.0 della Comunicazione Sostenibile prevede quindi per prima cosa l’impegno reale e la convinzione da parte di chi aderisce ad un progetto di portata globale, nato per portare a un reale cambiamento degli schemi e delle pratiche precedenti, ormai desueti e non più sostenibili, appunto.

 

 

Ecco alcuni errori da evitare quando si desidera intraprendere la via della comunicazione sostenibile:

1. Usare un solo canale media, tradizionale o digitale, per comunicare la propria mission e il proprio green commitment

2. Non usare la stessa forza comunicativa per informare delle iniziative aziendali sostenibili in corso anche internamente presso i propri dipendenti

3. Fingere di essere realmente interessati a cambiare cicli produttivi o a pratiche di comunicazione, mantendendo i vecchi standard a campagna terminata

4. Non affidarsi ai consulenti esperti in comunicazione sostenibile per individuare nuove opportunità e piccole iniziative a basso costo ma ad alto potenziale

5. Dedicare budget a iniziative di comunicazione, compresi i vari supporti, non ri-progettabili e ri-utilizzabili.

6. Non valorizzare anche le piccole scelte e le azioni volte a costruire la propria nuova identità sostenibile.

7. Non comunicare adeguatamente le proprie iniziative, dando loro valore tramite canali opportuni e con continuità.

8. Non calibrare il tono e il taglio dei messaggi in base a tutto il target raggiungibile nella sua ampia variabilità e in base allo specifico media scelto per diffonderlo.

9. Non interessarsi ai nuovi input/opportunità della comunicazione sostenibile per pigrizia o perché “tanto il mio Brand è già conosciuto”

10. Scoraggiarsi o fermarsi davanti alle prime difficoltà di un approccio nuovo alla comunicazione, solo perché richiede maggior impegno.